COLOMBIA: FARC apre al dialogo col nuovo presidente

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La Fuerza Revolucionaria Alternativa Común, Farc, un partito politico di sinistra fondato dopo lo scioglimento del movimento guerrigliero omonimo, ha espresso la sua volontà di incontrare il presidente eletto della Colombia Ivan Duque e ha festeggiato le elezioni che si sono svolte pacificamente senza incidenti.

«Le Farc si dichiarano disposte a incontrare il presidente eletto per esporre le loro opinioni sull’attuazione dell’accordo di pace», ha dichiarato il leader del partito Rodrigo Londoño nel corso di una conferenza stampa a Bogotà, ripreso da Efe. Duque ha vinto le elezioni presidenziali del 17 giugno con 10,3 milioni di voti, pari al 53,98 per cento, contro il candidato di sinistra Gustavo Petro, che ha raccolto 8 milioni di voti, pari al 41,81 per cento dei voti.

Londoño, noto come “Timochenko”, durante il suo periodo da guerrigliero, ha ricordato che se il nuovo presidente non attua l’accordo di pace, «l’unica cosa che otterrà sarà quello di portare il paese a un nuovo ciclo di violenza indiscriminata». Le Farc hanno inoltre riconosciuto che le elezioni del 17 giugno si sono svolte senza “atti di violenza” e le hanno definite «un evento senza precedenti nella storia del paese».

Il partito ex guerrigliero ha anche sottolineato che c’è stato un «significativo aumento degli elettori», dal momento che l’affluenza alle urne nelle elezioni presidenziali di quest’anno ha raggiunto il 53,04 per cento, una pietra miliare storica e insolita per la Colombia.

Per Timochenko, questa “nuova realtà” ha «la sua origine, tra gli altri fattori, nell’accordo di pace». L’ex leader della guerriglia ha anche elogiato i risultati elettorali di Petro, i migliori che un candidato di sinistra colombiano abbia ottenuto in decenni, definendolo un’«alternativa politica diversa da quella che ha tradizionalmente governato il paese».

A febbraio, Farc aveva sospeso la sua campagna elettorale perché nel corso dei primi comizi elettorali, Rodrigo Londoño era stato fischiato ed era stato oggetto di lanci di pietre, uova e pomodori nelle città sud-occidentali di Cali e Yumbo. La polizia era stata costretta a intervenire per reprimere i disordini. Farc all’epoca aveva definito questi episodi delle provocazioni tese a far fallire il pacifico iter elettorale. 

Luigi Medici