COLOMBIA. FARC fischiate alle elezioni

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Le colombiane Farc, che da esercito rivoluzionario sono diventate un partito politico comunista mantenendolo stesso acronimo, Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común, ha annunciato la sospensione della sua campagna elettorale per le elezioni di quest’anno a   seguito delle proteste rivolte ai suoi candidati.

Le Farc hanno affermato che le proteste che hanno interessato i suoi candidati, facevano parte di un piano coordinato per interrompere le sue attività ed erano dirette da elementi di estrema destra, riporta Efe.

«Abbiamo deciso per il momento di sospendere le attività della nostra campagna fino a quando non avremo sufficienti garanzie. Facciamo appello a tutti i partiti e movimenti politici, senza eccezione alcuna, affinché si esprimano e respingano questo tipo di provocazioni», ha dichiarato il presidente del partito, Jorge Torres Victoria (secondo da destra nella foto).

Nel corso dei primi comizi elettorali, Rodrigo Londoño (noto come “Timochenko” quando era il leader della guerriglia armata) è stato fischiato ed è stato oggetto di lanci di pietre, uova e pomodori nelle città sud-occidentali di Cali e Yumbo. La polizia è stata costretta a intervenire per reprimere i disordini.

Torres Victoria ha detto che il decennale conflitto armato, che è stato portato a termine attraverso un accordo di pace firmato nel 2016, aveva le sue radici nell’«intolleranza ed esclusione politica, mescolata alla violenza», aggiungendo che la stessa situazione potrebbe ripresentarsi ora. Ha aggiunto che abbondano i messaggi sui social media che incitano alla violenza contro i membri delle Farc e che ci sono anche immagini su Internet in cui i responsabili di simili criminali possono essere chiaramente identificati. Tra gli autori, ha detto, ci sono gruppi del partito di destra Centro democratico fondato dall’ex presidente Alvaro Uribe, convinto oppositore dell’accordo di pace.

I sondaggi mostrano che Londoño, candidato principale alla presidenza per  le Farc, ha appena l’1% delle preferenze elettorali rispetto al primo turno delle votazioni previste per il 27 maggio, e che oltre l’80% dei colombiani ha un’ opinione negativa del partito comunista. I candidati Farc devono competere anche nelle elezioni del Senato e in quelle del Congresso. Qualsiasi vittoria nei rami del parlamento sarebbe un’aggiunta ai 10 seggi previsti per il partito nel Congresso fino al 2026 in base ai termini dell’accordo di pace del 2016.

Tommaso dal Passo