CINA. Riaprono i ristoranti nordcoreani: quarantena finita

156

I ristoranti nordcoreani in Cina che erano stati chiusi in seguito della pandemia vengono ora riaperti. 

Stando a quanto riporta Daily NK, con la diffusione di covid19 che mostra segni di rallentamento in Cina, le autorità nordcoreane hanno emesso un ordine ai loro lavoratori “d’oltremare” di tornare al lavoro: «Il 19 marzo le autorità nordcoreane hanno ordinato ai ristoranti di aprire di nuovo (…) Hanno anche detto che i lavoratori non devono più autoquarantinarsi». Diversi ristoranti hanno riaperto i battenti e altri si stanno preparando a fare lo stesso. 

Si tratta di ristoranti nelle regioni di confine: secondo fonti locali di Daily NK, l’unico ristorante attualmente aperto a Dandong si chiama Koryogwan, mentre i ristoranti Pyongyang Koryo, Ryu Gyong, Moran e Songdowon si stanno ancora preparando ad aprire; mentre il Pyongyanggwan, ha recentemente lanciato un servizio di consegna a domicilio.

Un ristorante nordcoreano di proprietà cinese a Yanji, nella provincia di Jilin, chiamato “Soon Yi Cold Noodles”, ha riaperto e il suo personale nordcoreano ha ripreso a lavorare. 

I ristoranti hanno riaperto dopo la sterilizzazione e i test sul personale. I ristoranti nordcoreani che hanno riaperto al momento rimangono ancora in gran parte vuoti, gli eventuali avventori, devono essere verificati con un codice QR e le loro temperature devono essere rilevate.

I funzionari di partito hanno sottolineato che i lavoratori devono “rimanere parsimoniosi” in un momento di “difficoltà nazionale” e che devono continuare a contribuire al “fondo fedeltà” del regime e mantenere la loro igiene personale; inoltre avrebbero hanno permesso ai ristoratori di dedicare meno tempo alla presentazione di rapporti giornalieri e di concentrarsi maggiormente sulle attività economiche all’estero. 

La fine della quarantena per i lavoratori nordcoreani d’oltremare ha anche fatto sì che gli operai delle fabbriche di Dandong, nella provincia di Liaoning e di Tumen, Hunchun e Kaishantunzhen nella provincia di Jilin abbiano potuto ricominciare a lavorare; mentre le fabbriche di lavorazione dei prodotti marini a Hunchun, tuttavia, sarebbero ancora chiuse perché la chiusura dei vicini confini nazionali con la Russia e la Corea del Nord ha impedito ai prodotti marini di entrare in Cina.

Tommaso dal Passo