CINA. La malattia della pace indebolisce l’esercito

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L’Esercito popolare di liberazione soffre della “malattia della pace”: secondo il suo giornale ufficiale, lo testimoniano gli sforzi per gestire la mancanza di prontezza operativa e le misure anti-corruzione. Secondo il People’s Liberation Army Daily, la “malattia della pace” si è infiltrata in ogni angolo del Pla dalle sue ultime battaglie combattute in Vietnam alla fine degli anni Settanta, del Novecento minando la capacità di combattimento di quello che è tra i più grande strumenti militari del mondo.

Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato ai militari di aumentare la loro prontezza al combattimento in risposta alla possibile mancanza di capacità operativa dopo che non si è impegnato in battaglie da decenni. Xi ha avviato riforme tra cui il ridimensionamento dell’esercito e una maggiore enfasi sull’addestramento. Per evitare falsificazioni dei dati dell’addestramento, la Commissione Militare Centrale da novembre 2017 invia ufficiali di disciplina, vero osservatorio anti-corruzione del Pla, nei cinque comandi territoriali in qualità di ispettori, per monitorare le esercitazioni. 

«La malattia della pace è stata un sintomo comune nel nostro esercito per decenni», si legge nell’editoriale del giornale «Se non decidiamo di eliminare questi mali, dovremo pagare un costo elevato in caso di guerra (…) Possiamo fermare una guerra solo quando siamo in grado di combattere (…) Lasciate che l’esercito torni sulla strada giusta, concentrandosi sulla prontezza al combattimento»; Xi, che presiede il Comitato, ha ordinato che il Pla si trasformi in una forza da combattimento di classe mondiale nei prossimi trent’anni.

Questo ambizioso obiettivo richiede che i militari imparino dai loro omologhi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, e conducano esercitazioni periodiche e intensive di tiro a fuoco vivo, con gli ispettori inviati per cercare di garantire l’integrità delle esercitazioni. Il cambiamento è arrivato mentre la Cina è sempre più assertiva nel Mar Cinese Meridionale, e stabilisce missioni sempre più lontane, come la creazione di un hub militare a Gibuti.

Inoltre, negli ultimi cinque anni sono stati puniti almeno 13.000 ufficiali coinvolti in casi di corruzione, come riportato dal Pla Daily in ottobre.

Antonio Albanese