Rendere più umane le carceri brasiliane

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BRASILE – Brasilia 22/06/2016. Il Brasile cerca di “umanizzare” il proprio sistema carcerario, afflitto da sovraffollamento, violenza, mancanza di controllo istituzionale, con situazioni di estrema crudeltà per i detenuti.

Il Brasile ha la quarta più grande popolazione carceraria al mondo dopo Stati Uniti, Cina e Russia. Ad aggravare la situazione sta la gestione delle strutture da parte degli enti regionali, con politiche e risorse diverse, che si traduce in una grande varietà di condizioni nelle 1.420 sue carceri. A Rio de Janeiro, lo stato con la terza più grande popolazione carceraria, dopo San Paolo e Minas Gerais, si sta tentando un esperimento pilota a Bangu, ossia al Complejo Penitenciario de Gericinó, riporta Efe. Il sovraffollamento, secondo i più recenti dati ufficiali, continua ad essere il problema principale, con 47673 “ospiti” tra uomini e donne, 20457 dei quali in attesa di giudizio. Il dato è molto preoccupante perché il sistema carcerario dello Stato ha spazio solo per 27500 detenuti.
La detenzione preventiva e in attesa di giudizio è il problema più grave perché molti, secondo i dati ufficiali, saranno assolti o condannati a pene inferiori rispetto al tempo della carcerazione preventiva. L’esperimento prevede un lavoro anche con i tribunali per accelerare le udienze di conferma della detenzione, che potrebbero limitare fino al 50 per cento il numero di nuovi detenuti. Nello stato, poi, sono in costruzione quattro nuovi centri di detenzione e si stanno studiando nuove forme di pena come i servizi obbligatori alla comunità. Inoltre, la sovrappopolazione è aggravata dalla violenza delle bande presenti all’interno delle strutture, un dato che di fatto rende le carceri una fucina di nuovi criminali.