AUSTRIA. Perquisita la sede dei servizi segreti, intelligence paralizzata

603

Il governo austriaco ha ordinato una serie di perquisizioni negli uffici dei servizi segreti interni, Bvt, e ora gli alleati stanno de facto congelando il paese europeo. L’operazione ha portato alla “paralisi” dell’intelligence austriaca. Le perquisizioni sono arrivate senza preavviso, sorprendendo anche gli operatori dell’intelligence il cui lavoro non deve mai essere preso alla sprovvista.

Secondo quanto riporta The Seattle Times, ripreso da una serie di quotidiani austriaci, la mattina del 28 febbraio, la polizia ha preso d’assalto gli uffici della principale agenzia di intelligence nazionale austriaca, la Bundesamt für Verfassungsschutz und Terrorismusbekämpfung, sequestrando molto materiale. Lo stesso è stato fatto nelle case dei dirigenti.

La decisione di perquisire l’agenzia incaricata di difendere il paese da una moltitudine di minacce, tra cui l’estremismo di destra, è stata presa dai nuovi capi del servizio: i membri del Partito della Libertà, formazione di estrema destra.

Le motivazioni addotte per un simile provvedimento sono nella difesa del regime nordcoreano da un’operazione di spionaggio austriaca, citata nel mandato di perquisizione. Per l’opposizione si tratta di un pretesto per colpire un’istituzione indipendente per fini politici poiché potrebbe minacciare l’agenda politica stessa del partito. Dopo sei mesi, l’impatto continua a farsi sentire nel paese la cui posizione geopolitica tra Oriente e Occidente ne ha fatto a lungo teatro per le operazioni di spionaggio di tutte le nazioni.

Il servizio di intelligence oggi è alla paralisi e i servizi segreti di tutto l’Occidente hanno scelto di proteggere i propri segreti congelando il rapporto con l’Austria: dopo le perquisizioni hanno smesso di condividere informazioni sensibili.

Il Partito liberale era al governo già all’inizio degli anni 2000. Ma è la prima volta che gli viene affidato il controllo del ministero dell’Interno, responsabile per l’ordine pubblico in Austria e sede della principale agenzia di intelligence nazionale, Bvt.

Tra le attività svolte dal Bvt negli ultimi anni vi è stata l’influenza russa, in particolare i tentativi di ingerenza elettorale. L’agenzia ha inoltre monitorato gli estremisti islamici e indagato sulle attività di gruppi violenti di estrema destra, compresi i crimini di odio islamofobico e antisemita. Gran parte di questo lavoro richiede una cooperazione transfrontaliera, soprattutto con gli alleati europei. Le informazioni provenienti da tali indagini, tra le altre, sono state tra le fonti di intelligence sequestrate dalla polizia nelle incursioni di febbraio.

Il ministero dell’Interno ha respinto le accuse e le incursioni sono ora oggetto di un’azione legale, con un tribunale che dovrebbe decidere entro pochi giorni se l’operazione è legale e proporzionata. Nel frattempo, il mese prossimo inizierà un’inchiesta parlamentare. 

Antonio Albanese