URUGUAY. Tensione elevata tra Buenos Aires e Montevideo per la gestione del fiume Uruguay

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Una serie di disaccordi tra le delegazioni di Uruguay e Argentina presso la Commissione Amministrativa del Fiume Uruguay, CARU, ha acuito le tensioni interne all’organismo binazionale nelle ultime settimane, tra scontri riguardanti proposte infrastrutturali, assenze da eventi ufficiali e accuse pubbliche sulla gestione di fondi e indennità.

El País, edizione uruguaiana, ha citato fonti della CARU che descrivono “momenti difficili” nei rapporti con la delegazione argentina, sebbene abbiano affermato che il lavoro quotidiano continua “normalmente e cordialmente” dopo che le tensioni si sono leggermente allentate nelle ultime settimane. Il Ministero degli Esteri uruguaiano, secondo lo stesso rapporto, ha dichiarato di essere a conoscenza delle controversie, ma di non voler rilasciare dichiarazioni pubbliche.

La frattura più profonda è nata dalla pressione della delegazione argentina affinché la CARU firmasse un accordo con la Direzione Nazionale delle Strade argentina per la ripavimentazione, tra le altre opere, della Strada Nazionale 136, un corridoio che collega Gualeguaychú al ponte internazionale che attraversa Fray Bentos. La proposta prevedeva 15 milioni di dollari, con opzioni di finanziamento discusse che spaziavano dalle riserve della CARU e dalle risorse di emergenza per il ponte, agli stanziamenti per il dragaggio e persino a un potenziale aumento del pedaggio, riporta MercoPress.

La delegazione uruguaiana ha respinto il piano, sostenendo che la costruzione della strada esula dalle competenze della CARU. I media uruguaiani hanno affermato che la decisione si basava su un parere legale del Ministero degli Esteri che concludeva che la commissione binazionale non aveva l’autorità per intraprendere tali investimenti.

Giorni dopo il rifiuto, la delegazione argentina non ha partecipato alla cerimonia per il 50° anniversario del Ponte Internazionale General Artigas, Paysandú-Colón, tenutasi il 16 dicembre presso la sede centrale della CARU. L’Argentina ha citato “l’austerità” come causa della sua assenza, ma la delegazione uruguaiana l’ha considerata un affronto legato all’episodio della Route 136.

In tale contesto, la capo delegazione uruguaiana, Cecilia Bottino, ha dichiarato a un’emittente locale che le autorità devono “superare le circostanze economiche e politiche” e promuovere l’integrazione, pur riconoscendo che le relazioni non sono sempre nelle “migliori condizioni”.

La controversia si è ampliata dopo che la stampa argentina ha segnalato presunte irregolarità amministrative che coinvolgevano la delegazione argentina della CARU, nominata nel 2025 dal presidente Javier Milei. La Nación ha citato un documento interno in cui si afferma che la parte argentina ha generato ripetuti conflitti con la delegazione uruguaiana, che è intervenuta per bloccare diverse iniziative, e che alcune questioni richiedono “un’analisi dettagliata”.

Una delle accuse riguarda la richiesta di versamento delle spese di rappresentanza dei delegati argentini su un conto del Banco Nación con sede a Montevideo. I media argentini hanno riportato che le spese di rappresentanza ammontano a circa 8.500 dollari al mese per delegato, nonostante il decreto di nomina descriva le cariche come “ad honorem”.

El País ha affermato che la delegazione uruguaiana non ha formalmente esaminato la richiesta, considerandola una questione interna argentina, pur riconoscendo che l’episodio ha danneggiato la percezione di trasparenza. A Colón, una sezione locale dell’Unione Civica Radicale argentina ha chiesto l’intervento giudiziario per chiarire le accuse di “spese esorbitanti”, secondo il rapporto uruguaiano.

CARU è anche coinvolto nella più ampia controversia relativa a un progetto di impianto per idrogeno verde/e-fuel collegato a HIF vicino a Constancia (Paysandú), che ha incontrato opposizione nel distretto di Colón, in Argentina. Il procuratore federale Josefina Minatta ha presentato una denuncia in Argentina, sostenendo un possibile danno ambientale e la violazione da parte dell’Uruguay dello Statuto del Fiume Uruguay, ha riferito Infobae.

Luigi Medici 

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