The Cyprian Job

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CIPRO – Nicosia. La capitale cipriota somigliava al set di un film di Hollywood la mattina del 28 marzo. Uno di quelli in cui avvengono delle rapine spettacolari, però. Ore prima che le banche riaprissero a Cipro, la città brulicava di elicotteri e la polizia girava per le strade armata fino ai denti, al passaggio dei camion pieni di euro che portavano filiali che erano state chiuse per 10 giorni.

Le banche hanno riaperto a mezzogiorno, ora di Cipro (10:00 GMT), e nella capitale una serie di rigorosi controlli sono stati preparati per impedire una fuga biblica di denaro, capace di annullare il lavorio politico svolto fino a quel momento. Potranno essere ritirati solo fino a 300 euro al giorno in contante, e non sarà possibile fare alcun estratto conto. La banca centrale di Cipro controllerà tutte le transazioni commerciali per importi superiori ai 5.000 euro e singole transazioni  con importi superiori a di 200.000 euro. Chi lascerà l’isola non potrà portare più di 3.000 euro con sé.

Gli scenari al di fuori delle banche erano per lo più tranquilli e surreali: tanti giornalisti sparsi attorno ai bancomat, il cui numero spesso superava i clienti. Non è ancora chiaro per quanto tempo i controlli sui capitali saranno attivi. A Nicosia e nella zona Ue, quanti hanno criticato I critici del salvataggio hanno sostenuto che dovranno essere conservati per mesi o addirittura anni. Si osserva che i controlli imposti all’Islanda durante la crisi finanziaria sono ancora in vigore dopo sette anni, e potrebbero durarne altri tre.

Dopo la riapertura bancaria, c’è chi, a Cipro, si auspica che la presenza massiccia di polizia nelle strade sia mantenuta per contenere l’ondata di rabbia montante prevista per il piano di salvataggio per le voci incontrollate sui ritiri di denaro effettuati da ricchi correntisti stranieri lo stop bancario.

La Banca di Cipro e Laiki Bank, hanno tenuto le loro filiali a Londra aperte durante i 10 giorni di blocco del sistema bancario nazionale. Il parlamento cipriota sta indagando su un sospetto flusso di capitali verificatosi poco prima della firma del pacchetto di salvataggio, il 16 marzo.