
La prima riunione dell’Assemblea del Popolo siriano, tenutasi il 12 luglio a Damasco dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, rappresenta un passaggio istituzionale di rilievo nel processo di ridefinizione politica della Siria post-bellica. L’avvio dei lavori del nuovo organo legislativo segna infatti la prima convocazione parlamentare del Paese dopo la fine del precedente sistema di potere, per decenni sotto controllo della famiglia Assad, e si inserisce nel più ampio percorso di costruzione delle nuove istituzioni statali, attraverso un modello di transizione fondato sulla combinazione tra rappresentanza elettiva e nomina presidenziale.
Il processo di formazione dell’Assemblea del Popolo siriana si è completato il 1° luglio 2026 con la pubblicazione della lista dei 70 membri nominati dal Presidente Ahmed al-Sharaa, completando il terzo dei 210 seggi assegnati tramite designazione presidenziale. I restanti seggi erano stati attribuiti attraverso elezioni indirette, con 137 dei 140 posti elettivi già occupati e tre seggi vacanti nella provincia di as-Suwayda, svoltesi il 5 ottobre 2025. La quota presidenziale comprende familiari di martiri, sopravvissuti alla detenzione e agli attacchi chimici, oltre ad accademici, professionisti ed esponenti comunitari, con una distribuzione territoriale rappresentativa delle diverse province siriane (Aleppo, Idlib, Homs, al-Hassakah, Daraa, Raqqah, Damasco, al-Qunaytrah, Deir ez-Zor, Latakia, la campagna di Damasco, Tartus, Hama e as-Suwayda). L’intenzione dichiarata era quella di integrare esperienza pratica e competenza tecnica per rappresentare differenti segmenti della società siriana, superando logiche regionali o settarie. Il gruppo dei nominati comprende 23 leader comunitari e 47 professionisti, tra cui 12 laureati magistrali e 17 dottori di ricerca, con particolare attenzione anche alla rappresentanza femminile e alla presenza delle minoranze, come dimostrato dalla nomina di Gabriel Moushe dell’Organizzazione Democratica Assira per garantire maggiore inclusione della comunità assira nel nuovo assetto istituzionale.
La prima riunione dell’Assemblea, inizialmente prevista per il 6 luglio, era stata rinviata senza spiegazioni e si è poi svolta il 12 luglio nella sede dell’Assemblea del Popolo a Damasco. L’ordine del giorno prevedeva l’elezione del Presidente del Parlamento, la formazione dell’ufficio di presidenza e la votazione relativa ai 70 membri nominati dal Presidente Ahmed al-Sharaa. Un gruppo di membri disponeva dei voti necessari per bloccare la maggioranza dei due terzi richiesta per modificare il decreto presidenziale. I membri del Consiglio del Popolo si sono registrati per la loro prima sessione parlamentare, alla quale hanno partecipato il Presidente siriano, il Presidente della Commissione Suprema per le Elezioni dell’Assemblea del Popolo Muhammad Taha al-Ahmad e diversi rappresentanti istituzionali. Alla riunione erano presenti anche i ministri degli Affari Esteri, dell’Interno e della Giustizia. Ha avuto così inizio ufficialmente la prima sessione della nuova Assemblea Popolare.
Nel corso della seduta, i membri hanno prestato giuramento costituzionale alla presenza del Presidente, segnando l’avvio formale dei poteri costituzionali del nuovo Parlamento. Nel suo intervento davanti ai deputati, al-Sharaa ha sottolineato il ruolo del Consiglio del Popolo come “piattaforma per la promozione della verità, della giustizia e del dialogo istituzionale”, richiamando il principio della consultazione, definito attraverso il termine islamico “shura”, come elemento per rafforzare l’armonia e respingere le divisioni. Il Presidente ha dichiarato che la Siria sta scrivendo una nuova pagina della propria storia, fondata sulla civiltà, sui valori e sul patrimonio del Paese, e ha invitato i membri dell’Assemblea a trasformare il nuovo organo legislativo in un modello di responsabilità e professionalità, promuovendo la cultura dello Stato di diritto e il rispetto delle istituzioni statali.
Il membro più anziano del Parlamento, il deputato Osama Assaf, ha successivamente aperto le candidature per la presidenza dell’Assemblea del Popolo. Il 12 luglio Abdul Hamid Al-Awak, Mu’ayyad Hayel Qablawi e Muhammad Ramiz Kurj hanno presentato la propria candidatura alla guida dell’organo legislativo, mentre i membri dell’Assemblea hanno avviato le votazioni segrete per eleggere il presidente e i componenti dell’ufficio di presidenza. Dopo lo spoglio iniziato nel pomeriggio, l’Assemblea del Popolo siriano ha eletto Abd al-Hamid al-Awwak come Presidente dell’Assemblea, rendendolo il primo Presidente del Parlamento siriano dalla caduta di Bashar al-Assad. Al-Awwak, avvocato ed esperto di diritto costituzionale originario della provincia di al-Hassakah, ha svolto un ruolo centrale nella definizione del quadro giuridico della fase di transizione siriana. Ha conseguito un dottorato in diritto costituzionale presso l’Università Artuklu di Mardin, dove successivamente ha insegnato, e prima della sua elezione ha lavorato come consulente legale per il Gruppo di Supporto alla Stabilizzazione, un’organizzazione della società civile operante nel nord della Siria.
Nel 2025 aveva presieduto un comitato composto da sette esperti incaricato della redazione della Dichiarazione Costituzionale, documento che ha definito il quadro giuridico del periodo di transizione e ha attribuito al Presidente il diritto di nominare un terzo dei membri del Consiglio del Popolo. Lo stesso al-Awwak occupa uno dei 70 seggi assegnati attraverso la quota presidenziale. Nelle sue dichiarazioni pubbliche, il nuovo Presidente del Parlamento ha più volte sostenuto che lo svolgimento di elezioni dirette e complete in Siria rimane difficile a causa delle infrastrutture distrutte, dell’instabilità della sicurezza e della debolezza delle istituzioni statali. Per questo motivo ha sostenuto l’ipotesi di un periodo transitorio di cinque anni e la necessità di eleggere un organo costituente incaricato di redigere una costituzione permanente per la Siria. Tra i principi da lui difesi figurano la giustizia di transizione e l’uguaglianza dei cittadini indipendentemente da appartenenza religiosa, religione, etnia o genere.
Nel corso della stessa prima seduta, il Parlamento siriano ha eletto Mustafa Musa come primo vicepresidente e Madonna Beshara come seconda vicepresidente.
Mustafa Musa, farmacista originario di Jisr al-Shughour nella provincia di Idlib, aveva precedentemente presieduto il Consiglio della Shura del Governo di Salvezza Siriano (guidato dal gruppo HTS di al Jawlani), aveva fatto parte del comitato preparatorio per la Conferenza di Dialogo Nazionale ed era stato eletto all’Assemblea del Popolo nel 2025. Madonna Beshara, rappresentante della provincia di Damasco, è entrata nell’Assemblea del Popolo attraverso la quota presidenziale come parte del “terzo aggiuntivo” dei parlamentari ed è nota per il suo impegno nel campo dei diritti umani e delle donne, oltre che per il coinvolgimento in iniziative pubbliche.
Sempre durante la prima sessione, Muayyad Habib è stato eletto Segretario del Consiglio del Popolo, completando la formazione dell’ufficio esecutivo del Parlamento.
Nato a Daraya, durante il conflitto siriano Habib ha ricoperto per tre anni la carica di vicecomandante della Brigata dei Martiri Islamici, guidandola dalla metà del 2016 al 2018. Ha inoltre fatto parte del Comitato di Negoziazione di Daraya e del consiglio comunale locale. Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad ha partecipato alla Conferenza di Dialogo Nazionale Siriano e successivamente ha diretto il Dipartimento degli Attivisti presso la Direzione degli Affari Politici della provincia di Damasco. Alle elezioni per il nuovo Consiglio del Popolo si era candidato nella circoscrizione di Daraya e la sua vittoria era stata ufficialmente proclamata il 6 ottobre 2025.
Il nuovo Parlamento resterà in carica per un periodo di 30 mesi, una fase transitoria durante la quale sarà chiamato a preparare il percorso verso le prossime elezioni affinché il popolo siriano possa eleggere i propri rappresentanti. La conclusione della prima riunione ha consentito la definizione dell’assetto esecutivo dell’organo legislativo, mentre la seconda riunione è stata fissata per il 26 luglio.
Nella stesa prima riunione, sono stati discussi l’ordine del giorno della fase successiva, i preparativi per le prossime sessioni, il meccanismo di selezione della commissione incaricata di redigere il regolamento interno e l’organizzazione dei futuri lavori parlamentari. Sono state inoltre affrontate le disposizioni logistiche e amministrative necessarie a garantire un avvio efficiente delle attività legislative.
Sebbene la prima seduta del Consiglio del Popolo si sia concentrata principalmente sugli aspetti organizzativi e procedurali, la sua convocazione ha riaperto un dibattito più ampio sul futuro della vita politica siriana, in particolare sulla questione del ruolo e della regolamentazione dei partiti, tema tornato al centro dell’attenzione negli ambienti politici e mediatici negli ultimi giorni. La riunione del 12 luglio, la prima dopo l’annuncio della costituzione del nuovo organo legislativo, ha quindi rappresentato non solo l’avvio formale dei lavori parlamentari, ma anche l’inizio del confronto sulla configurazione del sistema politico nella fase di transizione e sul contributo che le nuove istituzioni potranno offrire alla definizione dell’assetto della nuova Siria.
Parallelamente all’insediamento del nuovo Parlamento, il processo di transizione istituzionale siriana è proseguito con l’istituzione della nuova Corte Costituzionale Suprema. Il Presidente al-Sharaa ha firmato il decreto che ne sancisce la creazione, nominando Issam Khalid al-Khalifa alla presidenza e confermando sei membri. Prevista dalla Dichiarazione Costituzionale del 13 marzo 2025, la nuova Corte sostituisce quella in vigore durante il regime di Assad ed è incaricata di verificare la conformità delle leggi alla Dichiarazione Costituzionale, esprimere pareri sui progetti di legge e interpretarne le disposizioni.
Cristina Uccello
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