NICARAGUA. Governo dinastico o Legalismo Autocratico? 

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Il governo sandinista del Nicaragua ha introdotto una riforma costituzionale mercoledì 19 novembre, concedendo alla coppia al potere formata da Daniel Ortega e Rosario Murillo poteri aggiuntivi. Per cominciare, il vicepresidente Murillo è stato designato come “co-presidente” e ha esteso i mandati presidenziali da cinque a sei anni, poiché Ortega diventa capo supremo dell’esercito, della polizia nazionale e del ministero degli interni.

Inoltre, consente al ramo esecutivo di coordinare gli organi legislativi, giudiziari, elettorali e altri organi statali, creando al contempo le cosiddette “forze militari di riserva patriottiche” e una “polizia volontaria”, che gli osservatori internazionali considerano forze paramilitari, riporta MercoPress.

L’iniziativa è stata ampiamente condannata dalle Nazioni Unite (ONU), dall’Organizzazione degli Stati americani (OAS) e dal Parlamento europeo, tra gli altri.

Altre misure controverse includono la trasformazione della bandiera del Fronte sandinista di liberazione nazionale (FSLN) in un simbolo patriottico e il monitoraggio dei social media per prevenire influenze straniere e false notizie.

La nuova legislazione ha modificato 148 dei 198 articoli e ne ha abrogati altri 37, tra cui quello che proibisce la pratica della tortura. L’emendamento stabilisce che il Nicaragua è uno Stato “rivoluzionario”, libero, sovrano e indipendente, che riconosce l’individuo, la famiglia e la comunità come protagonisti della “democrazia diretta” in cui il potere rivoluzionario è esercitato direttamente dal popolo attraverso la Presidenza della Repubblica, che ora è composta da un Presidente e un Co-Presidente, che possono nominare vicepresidenti non eletti.

Ortega, 79 anni, governa il Nicaragua dal 2017 insieme alla moglie Murillo in mezzo a elezioni poco chiare con tutti i principali leader dell’opposizione in carcere o in esilio.

Stando a quanto riportato sul blog Verfassungsblog: “Questa riforma, proposta dallo stesso Ortega, è un altro chiaro esempio di ciò che gli studiosi hanno definito legalismo autocratico, vale a dire l’uso di meccanismi legali per minare lo stato di diritto. Questo concetto descrive come le procedure democratiche possono essere impiegate per implementare programmi illiberali e subordinare le istituzioni democratiche al controllo autoritario. Modelli simili sono emersi in altri paesi, come Polonia e Ungheria, dove i cambiamenti costituzionali hanno indebolito l’indipendenza giudiziaria. Nonostante gli avvertimenti internazionali, la traiettoria del Nicaragua suggerisce un progetto autoritario sempre più profondo che si è sviluppato dal ritorno al potere di Ortega, confermando in ultima analisi che il paese non si è mai veramente liberato dal suo passato autoritario”.

Tommaso Dal Passo 

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