IRAQ. Il capo dell’intelligence turca visita Baghdad: curdi, Siria ed economia al centro dei colloqui

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Il capo dei servizi segreti turchi, Mit – Milli Istihbarat Teskilati, Hakan Fidan ha visitato in segreto l’Iraq il 12 giugno, incontrando funzionari politici e governativi iracheni. Secondo Al-Arab Weekly: «Il capo dei servizi segreti turchi, Hakan Fidan, ha fatto una visita segreta a Baghdad, durante la quale ha incontrato alcuni funzionari iracheni in concomitanza con l’inizio del primo ciclo di dialogo tra Iraq e Stati Uniti, per sviluppare le relazioni tra i due Paesi».

La visita di Fidan a Baghdad aveva l’intenzione di esplorare l’atmosfera politica interna che circonda il dialogo tra Iraq e Stati Uniti, i cui primi viaggi hanno portato gli Stati Uniti ad accettare di ridurre la loro presenza militare in Iraq. «La Turchia sta cercando di sfruttare le relazioni che Fidan aveva con il primo ministro iracheno Mustafa Al-Kazemi quando era capo dei servizi segreti del suo Paese, per garantire i suoi interessi in Iraq, che sta riorganizzando le sue priorità economiche in collaborazione con gli Stati Uniti», riporta al Arab Weekly.

Il governo iracheno non ha annunciato la visita del capo dei servizi turchi a Baghdad, in quanto ha rifiutato di concedere ad Ankara qualsiasi garanzia sulla continuazione delle relazioni economiche tra i due Paesi, dato che l’Iraq importa ogni anno miliardi di dollari di merci dalla Turchia, senza esportare nulla in cambio. Inoltre, le aziende turche ottengono miliardi di dollari in contratti annuali per realizzare progetti in diversi settori iracheni, senza contribuire all’economia irachena.

Fidan avrebbe espresso le preoccupazioni di Ankara sul futuro del suo commercio con l’Iraq in vista dei piani di riforma di Baghdad, così come sul destino delle aziende turche che svolgono attività nei settori dell’edilizia, dell’energia, dell’arredamento e delle attrezzature pesanti all’interno dell’Iraq.

È molto probabile che Fidan sia stato ricevuto da Kazemi in quanto vertici delle rispettive intelligence e avevano collaborato tra loro in alcuni casi. Inoltre, la questione della presenza del Pkk nel Kurdistan iracheno e il tentativo dei curdi iracheni di gestire i loro affari lontano dall’influenza del governo di Baghdad, preoccupa la Turchia in quanto determina il futuro del rapporto tra Baghdad e Ankara.

La Turchia non è oggi più un attore in Iraq alla luce del declino dell’influenza dei blocchi sunniti iracheni che ricevono il sostegno di Ankara. Questo spiega come il capo dell’intelligence turca troverebbe utile comunicare con la sua ex controparte irachena, che ora è il premier, su queste questioni, almeno per contrastare l’influenza curda nel nord dell’Iraq.

La visita del capo dell’intelligence turca a Baghdad può essere anche collegata con la visita del generale curdo siriano Mazlum Kobani, comandante delle forze democratiche siriane, in Iraq di recente, dopo che Ankara ha espresso la sua forte insoddisfazione per il riavvicinamento iracheno ai curdi siriani.

Luigi Medici