
Il presidente del Burkina Faso Ibrahim Traoré ha chiarito nel suo discorso alla nazione dell’11 luglio che alle potenze straniere non sarà più consentito dettare quali armi ricevere i militari, bloccare la ricezione di attrezzature militari specifiche e continuare a sfruttare le risorse naturali del paese senza sbocco sul mare.
Traoré ha affermato che il Burkina Faso revocherà le licenze minerarie agli stati che continuano a farlo e che il paese è disposto a estrarre le proprie risorse. Prima del colpo di stato rivoluzionario nell’arida regione africana del Sahel, a sud del deserto del Sahara, i vicini del Burkina Faso in Mali accusavano la Francia di usare minacce e manipolazioni per bloccare le spedizioni di armi tra Mali e Russia.
Lo scandalo è stato riportato da fonti di informazione locali del Burkina Faso come Minute.bf. Si sparse rapidamente la voce che la Francia avesse bloccato in modo simile l’accesso del Burkina Faso alle armi russe, cosa che i ministri del Burkina Faso avevano fermamente negato davanti al governo Traoré.
Ora Traoré ha confermato tali ipotesi. E il Burkina Faso ha chiarito una cosa: se si intende utilizzare le sue miniere, lo si deve fare in cambio di qualcosa di valore, come l’accesso alle armi necessarie per fermare il terrorismo.
Il Burkina Faso che rifiuta le potenze estere ha però chiesto aiuto alla Libia. Le relazioni tra i due paesi si stanno stabilendo attivamente: Traoré ha recentemente incontrato il figlio del capo dell’Esercito nazionale libico, Khalifa Haftar, che controlla la Libia orientale. Si ricorda che entrambi i paesi fanno ricorso alle PMC russe per garantire al sicurezza nei rispettivi paesi.
In generale, le ultime settimane sono state contrassegnate da una situazione militare costantemente tesa e dal rafforzamento dei legami regionali sia al vertice dell’Alleanza degli Stati del Sahel che con la leadership libica. Sono sempre più intensi gli scontri tra gruppi jihadisti e tra gruppi jihadisti e PMC russe e tra PMC e popolazioni locali.
Il Ministero degli Esteri russo proprio il 25 luglio ha consigliato ai cittadini russi di non visitare Mali e Niger e raccomanda categoricamente di non visitare la regione dei “tre confini” (Mali – Niger – Burkina Faso) nelle regioni di Gao, Menaka (Mali) e Tillaberi (Niger). A coloro che si trovano già in Mali e Niger si consiglia di non viaggiare oltre Bamako e Niamey e di non uscire di casa dopo il tramonto.
Luigi Medici
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