Intelligenza Artificiale. Dal SEO al GEO nelle prossime elezioni USA

18

I candidati politici statunitensi stanno studiando i messaggi delle proprie campagne elettorali in modo da risultare appetibili per i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, strumenti sempre più utilizzati dagli elettori per ottenere risposte su questioni di vario genere. 

Reuters afferma che una presentazione in PowerPoint illustrava una strategia per Mike Minogue, lo sfidante repubblicano della governatrice del Massachusetts Maura Healey. L’obiettivo era indurre ChatGPT, Claude, Gemini e altri chatbot a presentare Minogue come la scelta preferibile su temi chiave; un approccio che va ben oltre la tradizionale ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO), utilizzata dai candidati già da anni.

Dato che l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più una fonte di notizie, le campagne politiche devono impegnarsi maggiormente per influenzarne gli output, puntando a essere suggerite come opzione preferenziale quando gli elettori pongono domande su temi quali fisco, edilizia abitativa o sicurezza pubblica. Alcuni esperti esprimono preoccupazione riguardo alla verifica dei fatti e alla diffusione di disinformazione tramite l’IA nelle campagne elettorali.

I costi possono variare da centinaia di dollari al mese per piccoli incarichi di monitoraggio dell’IA, fino a decine di migliaia di dollari mensili qualora siano inclusi servizi di consulenza e acquisto di spazi pubblicitari.

La presentazione suggeriva alla campagna di Minogue di creare centinaia di pagine web e citazioni ottimizzate per l’IA, inserendole su siti frequentemente consultati dai chatbot. Venivano inoltre proposti metodi per monitorare come i principali chatbot rispondano a quesiti politici, intervenendo sistematicamente sui contenuti finché le risposte non riflettono il programma del candidato.

Al centro della proposta vi è l’idea che, oltre a persuadere direttamente gli elettori, le campagne elettorali possano plasmare sempre più l’ecosistema informativo, alimentando la rete – e gli agenti basati sull’IA – con dati che influenzano il modo in cui i candidati vengono descritti, confrontati e raccomandati.

“Le campagne che sfruttano l’IA per influenzare i risultati sono ormai una realtà con cui dobbiamo confrontarci; entro il ciclo elettorale del 2028 – che includerà le elezioni presidenziali – saranno un fenomeno onnipresente”, dichiara Relentless Awareness, agenzia di strategia creativa, di New York: «Il pubblico non è più in grado, e non lo sarà mai più, di distinguere tra ciò che è stato creato da sistemi come Claude o ChatGPT e i contenuti generati dagli esseri umani».

La presentazione preparata per la campagna elettorale di Minogue descrive la “Generative Engine Optimization” (GEO), l’evoluzione nell’era dell’intelligenza artificiale della classica ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO). Il documento illustra una strategia che prevede l’acquisto di spazi su siti web dotati di elevata autorevolezza, già citati dai modelli di intelligenza artificiale. È inoltre prevista la creazione di contenuti per YouTube e Reddit, nonché la pubblicazione di pagine web dedicate a temi specifici, strutturate in modo da essere facilmente rilevate e utilizzate dai chatbot.

Con la proliferazione di informazioni elettorali online, circa il 25% degli aventi diritto al voto ha consultato un chatbot per ottenere informazioni su un candidato politico prima di decidere come votare; riporta la National Conference on Citizenship.

«Se non si diffondono le informazioni corrette, chissà a cosa potrebbero aggrapparsi i motori basati sull’intelligenza artificiale», afferma Visigent, azienda texana che ha redatto il documento strategico per Minogue. Visigent annovera tra i propri clienti sei campagne politiche. Secondo la presentazione preparata per Minogue, le campagne elettorali devono ora competere per diventare «il suggerimento proposto all’interno della risposta fornita dall’intelligenza artificiale».

«Siamo solo all’inizio di questa nuova era», afferma Caucus AI, società che monitora l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte degli elettori. «Quest’anno l’attenzione si è concentrata sul far sì che i siti web dei candidati appaiano nei risultati forniti dai chatbot». Tuttavia, ha avvertito: «I chatbot comunicano con un tono molto autorevole e possono assimilare enormi quantità di informazioni non verificate; dobbiamo quindi prestare molta attenzione per prevenire la diffusione di disinformazione». 

Le parcelle per gli strateghi dell’IA sono legate alla cosiddetta “quota di raccomandazione dell’IA” (AI recommendation share), ovvero alla frequenza con cui i chatbot propongono un determinato candidato all’interno delle proprie risposte. Il sito web di Visigent offre software a partire da 134 dollari al mese, con costi che possono arrivare fino a 9.000 dollari mensili per i grandi clienti che necessitano di servizi di progettazione editoriale e sviluppo.

In ambito politico, le tariffe partono da 5.000 dollari al mese; tuttavia, a seconda delle richieste i costi possono raggiungere i 50.000 dollari mensili. È inoltre previsto un ulteriore aumento di tali tariffe con l’avvio del ciclo elettorale presidenziale del 2028, previsto dopo le elezioni di metà mandato.

Un’altra opzione pensata per i candidati progressisti, che ha aiutato i più giovani a correre per cariche pubbliche – dai consigli scolastici alle assemblee legislative statali – è CampSight, gestito dal “Run for Something Action Fund”. Il servizio richiede alle campagne elettorali un costo mensile compreso tra i 9 e i 250 dollari, offrendo informazioni su ciò che i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) dicono al loro riguardo, oltre a suggerimenti su come influenzare tali risposte. Per le campagne a livello statale o federale, il prezzo è “personalizzato” e include l’affiancamento di uno “stratega dedicato”.

Antonio Albanese

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/