#ISRAELIRANWAR. Teheran giudica inadeguata la risposta Usa per un accordo su accordo per Hormuz. 20 feriti in un incidente di sicurezza in Israele. Yemen: forze filosaudite rischiano accerchiamento a Bab el Mandeb

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Germania, Canada e Spagna hanno consigliato ai propri cittadini di evitare scali presso l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad. I voli restano sospesi dopo gli attacchi del fine settimana e di lunedì. Donald Trump, presidente degli Stati Uniti a seguito dell’attacco all’aeroporto di Riad che ha portato alla morte di 12 persone e altre 309 ferite ha dichiarato: “Siamo in contatto con gli Houthi e vedremo cosa succederà. Ciò che hanno fatto è molto grave”. Secondo i media americani il presidente starebbe pensando di partecipare agli stacchi contro gli Houthi in Yemen al fianco di Regno saudita.

Benjamin Netanyahu in una nota per la stampa ha detto: “Condanno con la massima fermezza l’orribile attacco terroristico all’aeroporto di Riad. Il terrorismo prende di mira persone innocenti e cerca di diffondere paura e instabilità. Deve essere affrontato con determinazione”.

Il 12 ottobre proseguendo la campagna elettorale in corso in Israele, l’ex Ministro della Difesa israeliano Moshe Ya’alon: “La strada lungo la quale veniamo trascinati è quella dell’occupazione, dell’annessione e della pulizia etnica nella Striscia di Gaza”. L’ex vicedirettore del Mossad Amiram Levin: “Gli ordini che il governo sta impartendo all’esercito oggi sono un crimine. Si tratta di genocidio, ed è questo che stiamo facendo lì”. L’ex Primo Ministro israeliano Ehud Olmert: “Ciò che stiamo facendo a Gaza è una guerra di sterminio: un’uccisione indiscriminata, senza limiti, crudele e criminale di civili”.

Kuwait Airways, Etihad Airways e Qatar Airways hanno sospeso i voli per Riad in seguito a un attacco contro un aeroporto in Arabia Saudita. Le cancellazioni sono seguite a un avviso diramato dall’aeroporto di Riad ai passeggeri, invitandoli a verificare lo stato del proprio volo prima di mettersi in viaggio.

In Iran a partire dal 10 di ottobre si segnalano segnalazioni di interferenze GPS. Nella notte tra il 10 e l’11 ottobre notizie non confermate affermano che lo spazio aereo iraniano è stato chiuso. Nel frattempo il Ministero degli Esteri iraniano si è detto pronto a offrire qualsiasi assistenza possa facilitare l’avvio di un dialogo tra Arabia Saudita e Yemen.

Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, Mohsen Rezaee: “Se dovesse scoppiare un’altra guerra, numerosi cavi, centri dati, strutture per l’intelligenza artificiale e altri siti nella regione verrebbero distrutti, e affronteremmo il nemico con un piano molto più ampio ed esteso. Siamo pienamente pronti a dimostrare nuove capacità qualora dovesse scoppiare nuovamente una guerra. Gli Stati Uniti dispongono di risorse estremamente costose negli Emirati Arabi Uniti e nell’area dello Stretto di Hormuz che non abbiamo ancora incluso tra i nostri obiettivi”. E ancora in diretta Tv ha detto: “Abbiamo a che fare con un gruppo di persone ignoranti e stolte negli Stati Uniti, che non hanno studiato la storia e non conoscono la nazione iraniana; di conseguenza, siamo giunti a questa situazione. Gli Stati Uniti hanno accettato alcune delle sette condizioni poste dall’Iran, ma riteniamo la loro risposta inadeguata. La diplomazia iraniana è cambiata e non si tornerà allo status quo ante. Proprio come gli americani sono stati sconfitti nella guerra militare, li sconfiggeremo anche nella guerra economica. Abbiamo già predisposto i nostri piani e annunceremo una serie di misure di difesa economica”.

In Iran nel frattempo è stato aperto l’impeachment di Araghchi: Pubblicati i nomi dei 35 deputati della fazione rivoluzionaria che chiedono l’impeachment del Ministro: Secondo il regolamento parlamentare iraniano, la procedura di impeachment contro un ministro può essere avviata su richiesta di almeno 10 deputati. Nel caso del Ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il numero di deputati favorevoli all’impeachment ha raggiunto quota 35 già nella fase iniziale. La richiesta di impeachment per Araghchi, sottoscritta da tali deputati, è stata ora trasmessa all’Ufficio di Presidenza del Parlamento. In base al regolamento, l’Ufficio deve organizzare un incontro tra i deputati promotori dell’iniziativa e il Ministro degli Esteri entro un termine massimo di 10 giorni.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornata alle 16:30 del 12 ottobre. Gli Stati Uniti stanno valutando di unirsi all’Arabia Saudita nell’effettuare attacchi contro gli Houthi in Yemen. La Francia ha dispiegato circa 2.000 soldati in Medio Oriente per contribuire a proteggere i propri alleati nella regione del Golfo Persico — nello specifico Qatar e Kuwait — come annunciato dal generale Fabien Mandon, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate francesi, durante un’audizione all’Assemblea Nazionale. Ha inoltre aggiunto che la Francia e l’Arabia Saudita stanno valutando diverse opzioni per l’impiego di risorse militari francesi al fine di mettere in sicurezza il terminale petrolifero di Yanbu. Dopo una sosta in Thailandia per il rifornimento, i dati di tracciamento indicano che la portaerei CVN 77 George H.W. Bush sta facendo ritorno nell’area di responsabilità del Comando Centrale degli Stati Uniti (US Central Command).

Secondo una dichiarazione del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), dopo che la nave mercantile Ocean Molica (“Arika Sun”) ha ignorato gli avvertimenti di cambiare rotta e ha insistito nel tentativo di violare il blocco imposto alle navi dirette da e verso l’Iran, le forze del CENTCOM hanno colpito l’imbarcazione nel Golfo di Oman, rendendola inservibile.

Secondo gli analisti iraniani di Medio Oriente, la Turchia non ha alcuna intenzione di entrare in guerra nello Yemen e il potenziale ruolo del Pakistan si limiterebbe alla difesa del territorio saudita. Al momento, nessuno dei due paesi ha intrapreso passi concreti verso un conflitto con gli Houthi

In Israele Almeno 20 persone sono rimaste ferite in un’esplosione nel nord di Israele. L’organizzazione di soccorso israeliana (MDA) ha riferito di un grave incidente a nord di Astabal, 24 feriti sono stati trasportati in ospedale; si trattava di adolescenti di 14 anni. Tra i feriti, è stato confermato il decesso di un adolescente che aveva riportato lesioni gravi. Inoltre, tre persone hanno riportato ferite gravi, 10 ferite di media gravità e 10 ferite lievi.

Il portavoce dell’esercito del regime israeliano ha annunciato che, molto probabilmente, l’incidente nella regione della Galilea è avvenuto a causa di un proiettile proveniente da un pacco missilistico appartenente a Hezbollah, e che l’incidente è ancora oggetto di indagine. Sarebbe stato da una salva proveniente da Hezbollah.

L’esercito israeliano per tutto il fine settimana ha condotto una massiccia operazione di demolizione nel quartiere di Shujaiyah, a est di Gaza City. Carri armati israeliani hanno lanciato bengala illuminanti e proiettili incendiari a est della città di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Veicoli delle forze israeliane hanno aperto il fuoco a est di Khan Yunis.

È stata segnalata l’uccisione di quattro persone e il ferimento di altre in un bombardamento israeliano che ha colpito l’area meridionale di Al-Buraq, a ovest di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Una donna è rimasta ferita dalle forze israeliane nell’area di Bir 19 ad Al-Mawasi (Khan Yunis), nel sud di Gaza. È stata segnalata l’uccisione di tre persone e il ferimento di altre dopo che una tenda a ovest di Khan Yunis è stata colpita. Il 12 ottobre quattro palestinesi, tra cui un bambino, sono rimasti uccisi e altri feriti a seguito di attacchi israeliani in diverse aree della Striscia di Gaza, in particolare nel sud. Gli attacchi sono avvenuti contemporaneamente a bombardamenti di artiglieria e missilistici condotti da carri armati e navi da guerra israeliane contro aree a est e a ovest della Striscia. 

Le forze israeliane avrebbero aggredito violentemente diversi giovani a Hamsa, a ovest di Dura e a sud di Hebron.

Anche in Libano proseguiti gli attacchi per tutto il fine settimana. Gli attacchi israeliani sul territorio libanese dell’11 ottobre hanno incluso raid aerei contro Al-Mansouri, Talouseh, Kafartabnit e Wadi Al-Hujeir. Un attacco con drone ha colpito Nabatieh Fawqa. Sono stati segnalati bombardamenti di artiglieria israeliana a Kafartabnit, Wadi Zibqin, Al-Mansouri, Beit Yahoun, Al-Majidiyah, Wadi Khansa, Hadatha, Al-Khiam, Zawtar Al-Sharqiyah, Beit Leif, Nabatieh Fawqa, Ruba’ Al-Tibin-Kfarshouba, nelle periferie di Baraachit e a Wadi Al-Salouqi. Sono state segnalate esplosioni ad Al-Khiam e Bayout Al-Siyad. Sono stati lanciati bengala illuminanti tra Mays Al-Jabal e Chaqra.

All’alba del 12 ottobre, un pesante bombardamento di artiglieria israeliana ha colpito la località di Al-Mansouri, nel Jabal Amel. Gli attacchi israeliani nell’area del Jabal Amel, avvenuti tra la mezzanotte e le 7 del mattino, hanno incluso bombardamenti di artiglieria contro Wadi Al-Saluqi, Wadi Zibqin, Al-Mansouri, Kfarshouba e Haris. È stato segnalato fuoco di mitragliatrice diretto verso Srebbine e Zawtar Al-Sharqiyah.

Fuoco di mitragliatrice è stato segnalato anche a Sarbine, Zawtar Al-Sharqiyah, Al-Mansouri, Houla, Kfar Tibnit e alla periferia di Baraac. Colpito e il quartiere orientale di Kfar Shouba.

Secondo le segnalazioni, una forza di terra israeliana composta da due carri armati Merkava e circa 30 fanti è penetrata dalla collina di Ruwaysat Al-Alam verso Shaab Al-Hafour, a est di Kfar Shouba, per poi dirigersi e posizionarsi nell’area di Al-Shmeis. Due escavatori hanno accompagnato diversi carri armati a Jal Al-Hakour, a nord di Kfar Shouba, mentre altri tre carri armati si sono posizionati a Wadi Al-Jawz. Il fuoco di mitragliatrice nel quartiere orientale di Kfar Shouba è avvenuto, secondo quanto riferito, in concomitanza con l’avanzata dei carri armati israeliani.

In Siria, una pattuglia delle forze israeliane è entrata nell’area della fattoria Al-Hanout, nella zona rurale di Quneitra, nel sud della Siria.

Secondo il quotidiano iraniano Vatan-e Emrooz, giovedì è stata utilizzata una nuova generazione di droni Shahed-136 negli attacchi contro i quartier generali di gruppi curdi a Erbil. L’ufficio stampa della Resistenza irachena ha segnalato voli militari nello spazio aereo iracheno, affermando che caccia e velivoli militari americani hanno violato la sovranità nazionale dell’Iraq nel corso della giornata precedente. Secondo il rapporto, i voli sono partiti da basi militari situate in Giordania e nei territori occupati. È stata segnalata la presenza di cinque aerei per il rifornimento in volo KC-135 nello spazio aereo iracheno, a supporto delle operazioni militari. È stato inoltre riferito che due caccia F-16 e due caccia avanzati F-35 sono entrati nello spazio aereo iracheno.

Sono giunte anche notizie di esplosioni udite nei pressi di Sulaymaniyah, nel nord dell’Iraq. Il 12 ottobre è stata segnalata la presenza di droni in volo su Erbil, nel nord dell’Iraq. Secondo le notizie, i droni hanno preso di mira roccaforti separatiste nel governatorato di Erbil; successivamente è stato visto del fumo levarsi dalla zona e sono state segnalate esplosioni presso la sede del gruppo di opposizione curdo.\Un’ulteriore segnalazione ha riferito di un’esplosione udita nella provincia di Erbil.

Nel fine settimana oltre all’attacco a Riad che ha portato alla morte di 12 persone e 309 feriti. Colpito il terminal 4 dell’aeroporto di Riad, King Khalid nel pomeriggio dell’11 ottobre. Gli Houthi hanno attaccato l’aeroporto della città saudita di Dammam. L’Autorità Generale per l’Aviazione Civile (GACA) dell’Arabia Saudita il 12 ottobre ha prorogato la sospensione delle operazioni presso l’aeroporto internazionale dell’aeroporto King Khalid di Riyadh per completare le procedure volte a “verificare la sicurezza e la prontezza operativa delle strutture aeroportuali”. Un altro attacco, avvenuto domenica sera, ha provocato ulteriori feriti. Gli attacchi agli aeroporti di King Khalid e Abha tra martedì e giovedì hanno causato sei vittime.

L’Arabia Saudita si è rivolta al Pakistan per ricevere assistenza sui sistemi di difesa aerea. Secondo il Wall Street Journal, che cita alcune fonti, il Regno non dispone di risorse di difesa aerea sufficienti per intercettare tutti i missili e i droni lanciati dagli Houthi. Le fonti hanno riferito alla testata che Riad sta valutando anche il reclutamento di combattenti stranieri per sostenere il governo yemenita nella lotta contro i ribelli.

In risposta l’Arabia Saudita ha colpito l’aeroporto internazionale di Sana’a, l’agenzia Saba, con sede a Sana’a, ha riferito degli attacchi alla capitale yemenita, mentre un’altra segnalazione indicava che un quartiere residenziale lungo la Airport Road, nel distretto di Al-Thawra, era stato colpito intorno alle 22:09. Preso di mira anche il distretto di Hamdan, nel governatorato di Sana’a. Il portavoce del Ministero della Salute yemenita ha dichiarato che un cittadino è rimasto ucciso e altri cinque feriti a seguito di un bombardamento saudita nel distretto di Hamdan, a nord-ovest di Sana’a. 

Nella Regione di Al-Jawf, 9 morti — tra cui due bambini e una donna — e 4 feriti nel bilancio iniziale delle vittime a seguito del bombardamento di abitazioni civili nelle aree di Khabb wa al-Sha’f da parte di caccia della coalizione saudita. Colpiti dai sauditi obiettivi sulla strada Al-Zarbi, nel distretto di Hayfan (Taiz). Tre persone, tra cui una donna, sono rimaste ferite dopo che velivoli sauditi hanno colpito un’abitazione civile nell’area di Wadi Arish, nel distretto di Sala, a est della città di Taiz. Il 12 ottobre un attacco missilistico saudita ha colpito il distretto di confine di Al-Dhaher.

Gli Houthi rivendicano la presa della città di Al-Misrakh, l’ultimo importante centro abitato lungo la direttrice per la città di Taiz. Fonti Houthi hanno riferito che le forze armate yemenite (Ansar Allah) hanno assunto il controllo dell’accampamento di Jabal Sabr e dei villaggi limitrofi, nonché della località di Al-Sarari, sul fronte di Taiz. Le forze starebbero proseguendo l’avanzata verso la cima strategica di Jabal Al-Arous, che domina la città di Taiz. Nel governatorato di Lahij, AnsarAllah avrebbe conquistato il monte Hawab e il monte Harooz, minacciando di tagliare fuori le forze del PLC lungo la costa meridionale dello Yemen. Le Brigate dei Giganti del Sud (Southern Giants Brigades), schierate a Ras Al-Arah, corrono un serio rischio di accerchiamento in seguito a due controffensive fallite verso Dhubab, mentre i fianchi arretrati del PLC rimangono privi di adeguata protezione. Le forze yemenite sono avanzate anche lungo i fronti di Muhaylah e Mashamrah, nel distretto di Al-Mudarrah, con notizie di un cedimento delle forze sostenute dall’Arabia Saudita. Ulteriori avanzate verso Ras Al-Arah potrebbero portare all’accerchiamento delle forze filo-saudite nei pressi di Bab Al-Mandab.

Il 12 ottobre, l’UKMTO riferisce di aver ricevuto la segnalazione di un incidente che ha coinvolto una petroliera e forze militari nel Golfo di Oman. Il 10 ottobre una superpetroliera è esplosa dopo aver urtato una mina navale mentre tentava di uscire dallo Stretto di Hormuz seguendo una rotta non autorizzata; lo ha reso noto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica”. “Secondo le informazioni disponibili, i sistemi di navigazione e posizionamento dell’imbarcazione erano stati disattivati; la nave è attualmente avvolta dalle fiamme, visibili anche dalla costa. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha avvertito che le petroliere che ignorano le norme vigenti nello stretto rischiano di subire la stessa sorte.

L’11 ottobre attacco iraniano contro un’imbarcazione che ha violato le regole nello Stretto di Hormuz. Lo UKMTO ha ricevuto la segnalazione di un incidente nello Stretto di Hormuz. La Marina dell’IRGC: “Una superpetroliera ha urtato una mina navale questo pomeriggio nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz, provocando un’esplosione e un incendio nella sala macchine”.

Il Comando della Marina dell’IRGC ha monito le navi in transito a Hormuz di seguire le procedure imposte dall’IRGC. Il1 2 ottobre l’Ufficio Relazioni Pubbliche della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC): “Questa mattina, una terza superpetroliera responsabile di violazioni è stata colpita nello Stretto di Hormuz e ha preso fuoco. Tale petroliera, spegnendo il sistema di navigazione e ignorando gli avvertimenti della Marina dell’IRGC, intendeva — al pari delle precedenti imbarcazioni inadempienti — uscire dallo Stretto di Hormuz compromettendone l’ordine e la sicurezza. Di conseguenza, è stata colpita”.

Un portavoce della polizia ha riferito che le guardie di frontiera del reggimento di Qasr-e Shirin hanno sequestrato 109 armi militari di vario tipo, 1.700 proiettili e 198 caricatori nel corso di un’operazione. Due persone sono state arrestate in relazione al sequestro. Le autorità iraniane hanno inoltre giustiziato Omar Dorastaran, identificato come membro di Jaish al-Adl, al termine dell’iter giudiziario.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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