USA. Paul Manafort alla sbarra davanti al Comitato Intelligence

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Un consulente politico che per tre mesi ha lavorato nella campagna elettorale di Donald Trump, si è offerto di testimoniare sulla presunta ingerenza russa nelle elezioni degli Stati Uniti. Lo ha annunciato il capo del Comitato sui Servizi Segreti della Camera dei Rappresentanti lo scorso 24 marzo.

«Paul Manafort ha contatto il consiglio per offrire l’opportunità di essere intervistato», ha detto Devin Nunes, presidente repubblicano del Comitato.

Manafort si allontanò dalla campagna di Trump l’estate del 2016 dopo che il governo ucraino lo aveva accusato di avere ricevuto milioni di dollari in pagamenti segreti per il suo lavoro di consulenza per l’ex presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

L’Associated Press aveva riferito in precedenza, riporta Efe, che mentre lavorava per il miliardario russo Oleg Deripaska, che ha stretti legami con il presidente Vladimir Putin, Manafort aveva presentato un’iniziativa che avrebbe portato «grandi benefici al governo Putin».

«Ho lavorato con Oleg Deripaska quasi un decennio fa, rappresentandolo in questioni d’affari e personali in paesi in cui ha fatto investimenti. Il mio lavoro per il signor Deripaska non ha comportato la rappresentanza di interessi politici russi», aveva risposto Manafort ad Ap.

Nei giorni precedenti, lo stesso Nunes aveva scatenato un’altra polemica annunciando che un’audizione pubblica fissata con ex funzionari dell’amministrazione Obama sarebbe stata rinviata per consentire al Comitato di sentire di nuovo il direttore del Fbi James Comey e quello del National Security Agency, Mike Rogers: «Il presidente ha appena annullato l’audizione a porte aperte dell’ex direttore della National Intelligence James Clapper, dell’ex direttore della Cia John Brennan e dell’ex vice procuratore generale Sally Yates nel tentativo di soffocare informazioni pubbliche», recitava un post virale dei Democrat contrari a Nunes.

Molti democratici e persino una manciata di repubblicani hanno chiesto l’istituzione di un organismo indipendente per indagare sulle accuse di collusione tra la campagna Trump e la Russia tese ad influenzare il risultato delle elezioni.

Sia il team di Trump che il Cremlino respingono le accuse, che rimangono ad oggi prive di fondamento.

Luigi Medici