STATO ISLAMICO. Ecco perché ISIS attacca le chiese 

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La notizia più importante della social sfera di ISIS a cavallo del fine settimana è stato l’attentato contro la cattedrale cristiana a Sulu, nelle Filippine. Sono usciti commenti e rivendicazioni in diverse lingue. Rilevante, dal punto di vista della strategia di ISIS il fatto che nell’arco di 24 ore siano stati colpiti due templi, due luoghi di culto, uno in Afghanistan, una moschea Sufi, e uno nelle Filippine, un tempio dei cristiani e in questo secondo l’attacco è avvenuto mentre era in corso la messa domenicale. 

ISIS dunque ha fatto dell’attacco alle chiese un nuovo atto della sua scena di violenze. Essendo arrivato, almeno secondo gli scienziati, il mufti di ISIS, il giorno del giudizio, bisogna dare seguito alla Sura IX del Corano, Al Tauba: il pentimento, da altri tradotta con la conversione. In questa sura rivelata a Medina, il Profeta regola i rapporti tra credenti e miscredenti e tratteggia rabbini e cristiani come avvolti nel Fuoco; si legge al verso 35: «Il giorno in cui saranno portati all’incandescenza nel fuoco della Gehenna e saranno marchiati i loro fianchi, fronte e dorso “Ecco ciò che avrete tesaurizzato per voi stessi. Gustate ciò che avete accumulato”»; al verso 36: «[…] combattete tutti i politeisti come combattono tutti voi». A sostegno del fuoco e dell’uso delle bombe nei luoghi di culto arriva anche la Sura 16 al Nahl: le api, rivelata alla Mecca verso 62: «[…] sarà loro riservato il fuoco, senza dubbio alcuno e vi saranno spinti». 

A fronte di una sconfitta e della perdita  di controllo del territorio in Siria, pur rimanendo molto attiva la guerriglia urbana per mano di cellule ISIS, la dirigenza del Califfato sfodera la carta del Giudizio Universale, in cui tutto è lecito in nome e per conto di Allah, c’è dunque da aspettarsi in aree come l’Africa e l’Asia Orientale che gli attacchi contro i cristiani siano in aumento, dopo tutto era la campagna del Natale 2018, quella contro Papa Francesco e contro i cristiani. 

A dimostrazione di ciò, inoltre, una serie di grafiche che lanciano messaggi come: «Bruceremo la terra sotto di voi!» e un post di rivendicazione dell’attacco nelle Filippine che recita: «Il mondo intero e la sua gente sanno che le fiamme di guerra tra la faglia della fede e l’incredulità sono iniziate. Due soldati dello stato islamico hanno attaccato un enorme raduno di cristiani dell’Asia orientale nelle Filippine. Circa 120 crociati sono stati uccisi da soldati del Califfato. Daesh ha il potere di combattere e morire contro persone che amano la vita mentre gli uomini di Daesh amano la morte nel nome di Dio». 

Redazione