RUSSIA. Putin va alla guerra. Del Rap 

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In Russia infuria la guerra del rap. Il presidente russo Vladimir Putin, che in precedenza ha elogiato i rapper per aver portato alla ribalta le questioni sociali e aveva invitato un popolare rapper a esibirsi all’apertura del suo nuovo mandato presidenziale all’inizio di quest’anno, ha detto che il rap fa parte della cultura del paese e che spetta al governo gestirlo: «Fa parte della cultura, fa parte della nostra cultura comune, quindi deve essere trattato con grande cautela», ha detto Putin in una riunione del Consiglio presidenziale per la cultura e l’arte a San Pietroburgo sabato scorso; «Se è impossibile fermarlo, allora è necessario guidarlo di conseguenza», ha aggiunto Putin, riporta LebanonNews.

Il presidente russo ha risposto così a un dibattito sugli sforzi ufficiali per reprimere gli artisti del rap, con azioni che hanno sollevato preoccupazioni sulla libertà di espressione nel paese. Da ottobre, almeno sette artisti, la maggior parte di loro rapper, hanno visto i loro concerti cancellati, secondo Human Rights Watch. Una vasta gamma di concerti è stata cancellata nel corso del 2018, spaziando da spettacoli punk, hip hop e rap.

A novembre, l’arresto di uno dei rapper più famosi del paese ha catapultato il rap russo sotto i riflettori mondiali. Dmitry Kuznetsov, alias Husky, è stato arrestato e imprigionato con l’accusa di “teppismo” dopo essersi esibito per i fan per strada a Krasnodar.

Husky, 25 anni, è stato condannato a 12 giorni di carcere per aver rappato dal tetto di una macchina dopo che il suo concerto è stato annullato all’ultimo minuto, dalle autorità che volevano censurare i suoi testi, riporta Lenta.

Un suo concerto precedente, approvato all’ultimo minuto, era stato interrotto per una strana mancanza di corrente poco dopo l’inizio. I testi del rapper riguardano povertà, corruzione, brutalità  della polizia; Husky su Vkontakte, ha denunciato che molti dei concerti previsti erano stato annullato dalle autorità a causa dei testi che ritenuti offensivi.  

Dopo il suo arresto, altri importanti rapper come Oxxxymiron, Basta e Noize MC hanno organizzato il concerto di beneficenza “I’m Going to Sing My Music” a Mosca, denunciando il pericolo che sta correndo la loro musica. 

L’arresto di Husky ha acceso un dibattito nazionale sul futuro del rap russo e sul ruolo che il Cremlino potrebbe giocare nel plasmare ulteriormente la forma d’arte, un genere in evoluzione che è molto popolare tra i giovani del paese.

All’inizio di dicembre, la Duma di Stato ha annunciato che terrà un concorso rap sul tema dei viaggi in Russia, fatto che ricorda molto la censura delle arti dell’era sovietica. La Duma ha anche invitato un gruppo di rapper popolari a una tavola rotonda sulla cancellazione dei concerti. Per i rapper il genere è diventato un capro espiatorio per nascondere i problemi sociali che colpiscono i giovani nella società  russa.

Anna Lotti