OPCW. Il mistero del gas nervino di Salisbury usato da USA e UK

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Il caso dell’avvelenamento di Salisbury sembra sempre più una spy story degna di un romanzo e anche di un film di spionaggio. 

Per ricapitolare, la Gran Bretagna ha sostenuto senza alcuna prova empirica che un agente nervoso di tipo militare, noto come Novichok è stato utilizzato a Salisbury, dicendo che è stato originariamente sviluppato nella ex Unione Sovietica, e quindi, facendo intendere che dietro c’era la mano di Mosca, e forse, anche quella del presidente Vladimir Putin, riporta Asia Times.

Mosca ha sostenuto, d’altro canto, di aver distrutto tutte le sue armi chimiche e un’inchiesta dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, Opcw, lo ha verificato e testimoniato ufficialmente. L’accusa britannica ha dato vita ad una massiccia espulsione di diplomatici russi dalle capitali occidentali, sotto la forte pressione di Washington e Londra. 

La Gran Bretagna sta deliberatamente continuando a ignorare le richieste russe di poter avere campioni dell’agente chimico utilizzato nell’attacco di Salisbury e di concedere l’accesso consolare alla figlia Yulia dell’ex spia, uscita nel frattempo dall’ospedale in cui era ricoverata. Inoltre, la Gran Bretagna si è rivolta proprio all’Opcw per avviare un’inchiesta.

L’Opcw ha finalmente dato una risposta: non è in grado di identificare il paese di origine dell’agente chimico utilizzato nell’attacco di Salisbury, mettendo quindi in forse le accuse di Londra. 

Mosca ha avuto copia del rapporto preparato per l’Opcw dal suo laboratorio di Spiez, il Centro svizzero di radiologia e analisi batteriologica. Secondo il rapporto del laboratorio svizzero, la formula chimica utilizzata nell’attacco di Salisbury è stata utilizzata negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in altri paesi della Nato. Inoltre, né l’Unione Sovietica né la Russia «hanno mai sviluppato o accumulato armi chimiche simili», vi si legge.

Il 18 aprile Mosca ha reso noto di aver formalmente consegnato all’Opcw la prova che l’agente Novichok presumibilmente utilizzato nell’attacco di Salisbury sarebbe stato brevettato come arma chimica nel 2015 negli Stati Uniti e prodotto in quel paese.

Ora si apre un nuovo capitolo. 

Lucia Giannini