Nuovi poliziotti per Tripoli

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LIBIA – Tripoli 01/10/2013. Il 31 ottobre è stato un giorno memorabile per le forze di sicurezza libiche: 1.155 nuovi agenti di polizia si sono diplomati presso l’Accademia di polizia a Tripoli.

I nuovi agenti di polizia, che hanno completato più di sette mesi di formazione accelerata, verranno impiegati il tutto  il territorio nazionale ha detto il capo del Comitato Supremo di Sicurezza, Hashim Bishr, inuna intervista riportata dal Libya Herald. Il corso è iniziato con 45 giorni di formazione di base, seguiti da quattro mesi di studio presso l’accademia. La fase finale del corso prevede due mesi di “training on-the -job”. Hanno iniziato il corso 1.200 reclute di cui 45 hanno dato forfait in itinere. «Ci sono oltre 14mila reclute in attesa di completare la loro formazione di base», ha detto Bishr , «ma al momento tutti i centri di formazione sono pieni. Quando ci saranno posti disponibili, queste nuove reclute potranno completare il corso di formazione di base. Coloro che possiedono già un elevato livello di istruzione potranno quindi iniziare il corso di sei mesi presso l’Accademia di polizia». L’accademia, situata nel quartiere Salahedein della capitale, di solito ha solo 600 agenti allievi in un anno, che devono studiare da due a quattro anni per diventare agenti di polizia. Tuttavia, perché il paese ha disperatamente bisogno di un aumento di presenza di sicurezza nelle strade, le nuove reclute ora frequentano questo corso “accelerato”. Il programma di formazione accelerato interno si va ad affiancare con quanto viene fatto in altri paesi, Italia in testa, per addestrare le forze armate e di sicurezza di Tripoli. Rafforzando la presenza di strutture di sicurezza legittime, il governo centrale intende limitare il potere che de facto hanno le milizie oggi presenti nel suo territorio. Simili organizzazioni armate hanno creato e stanno creando notevoli problemi al governo da diversi punti di vista, non ultimo quello economico: il blocco delle raffinerie da loro “protette” o l’appoggio a tendenze secessionistiche, mascherate da istanze federali ne sono solo due esempi.