Un giorno qualunque nelle città di ISIS

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SIRIA – Manbij. 02/009/14. Per chi ancora crede che lo Stato Islamico sia solo violenza e teste mozzare, deve sapere che ISIS regala ai bambini musulmani i cui genitori sono morti combattendo (non importa se contro o pro ISIS) dei giochi o meglio dei parchi giochi.

Deve sapere che nei villaggi dove IS ha il completo controllo della città il governatore o chi per lui va nei negozi a fare spesa per donare ai più poveri cibo e vestiario. IS è prima di tutto, secondo gli stessi promotori, uno stato che sostiene il popolo. A seguire una intervista fatta ai cittadini della città di Manbij che si trova a 100 chilometri da Aleppo in mano a ISIS. Nella città prima del conflitto vi abitavano 100mila persone. Manbij si trova sotto il controllo esclusivo dello Stato islamico (IS) da gennaio 2014 (quando l’organizzazione era ancora ISIS). La gente del posto, si legge nella testata mediorientale, vede che IS  “prendere confidenza”, e che i simboli della statualità dello Stato Islamico appaiono ogni giorno più forti. IS ha dato vita alla pubblica amministrazione che comprende i diversi tipi di forze di polizia, i tribunali e gli organi amministrativi. Il gruppo fornisce servizi e si impegna a progetti di sviluppo. IS raccoglie le tasse sotto forma di zakat e ridistribuisce parte del denaro ai poveri. Tra i beneficiari dell’aiuto vi sono gli sfollati interni, che ora rappresentano almeno la metà della popolazione della città. Recentemente, IS ha iniziato la spedizione di combustibile dai giacimenti recentemente catturati nella provincia di Dayr al-Zawr e la vendita a prezzi scontati e fissi in Aleppo.

Una parte fondamentale della capacità IS è di governare in maniera completa sulle aree conquistare. IS si concentra sulla polizia, sulla sua versione dura di giustizia, e sulle funzioni amministrative pubbliche. I tribunali sono veloci ed efficienti. L’amministrazione può muoversi rapidamente per riparare le linee d’acqua o le centraline di energia elettrica, il tutto in pieno coordinamento con la polizia islamica e i combattenti di IS. Tutto è coordinato e le diverse parti dell’amministrazione sono legate, e condividono informazioni, e generalmente mostrano molta unità nel cooperare.

Ma non tutto è all’interno dell’amministrazione IS. Esistono ancora altri meccanismi di governance storicamente non statali incorporati nelle reti sociali come la risoluzione delle controversie e di esecuzione dei contratti. Alcune funzioni amministrative e di servizio che se anche continuano a funzionare come prima, non sono sotto la supervisione di IS.

La completezza del sistema IS è in contrasto con la governance in altre aree controllate dai ribelli della provincia, dove l’amministrazione è scoordinata e l’onere è condiviso da una serie di consigli, tribunali della sharia, gruppi armati e gli organi di polizia, molti dei quali fanno non vanno d’accordo e che sono tutti senza controllo.

Inoltre, a differenza di altre città gestite dai ribelli, la criminalità in Manbij è molto bassa. Tre gli elementi del sistema giudiziario penale che vanno sottolineati, due dei quali hanno ottenuto meno attenzione dei media. Un elemento è durezza delle punizioni. Gli altri elementi sono la coerenza – e quindi prevedibile – l’efficienza. La coerenza fa sì che chi viva in questa città si sente al sicuro se segue le regole. È efficace perché vi sono davvero pochi crimini che restano impuniti. 

Infine a Manbijis, IS ora è pronto per dare il via al capitolo educazione. Ha iniziato a pagare gli stipendi agli insegnanti. Le scuole si concentrano sull’insegnamento della religione e della scienza, le finalità sono istruire i giovani alla religione  dare loro le competenze di cui avranno bisogno un giorno per lavorare o combatte, distribuire esplosivi.

Gli abitanti della città, sempre secondo la testata mediorientale, affermano di essere felici perché ora sono al sicuro, mentre prima erano in mano ai ribelli e si sentivano costantemente in pericolo. Quelle che sono più insoddisfatte della situazione sono le donne.  Anche se Manbijis sono conservatori, la cultura della IS è vista alla fine come straniera; Manbijis, come chiunque altro, ha dei riti locali per il matrimonio, la loro musica, la loro shisha, le loro sigarette, e tutto ciò che li rende cittadini si Manbij ora tende a scomparire sotto la spada di IS.

Gli abitanti inoltre temono che se il regime di Assad viene sconfitto IS potrebbe cadere per via di una rivolta generale da parte dei molti grumi ribelli. In altre parole in questo momento il collante di IS è la prospettiva della stabilità. 

Tra le caratteristiche della governante di IS la riluttanza ad integrare troppo da vicino i membri potenzialmente meno impegnati. Mentre alcuni amministratori IS sono siriani, molti sono stranieri. Benché dunque gli abitanti non abbiano nulla in contrario contro IS mantengono le dovute distanze, ma la forza dello Stato Islamico sta nell’istruzione, l’indottrinamento dei bambini è parte di una strategia a lungo termine per collegare più strettamente il gruppo con le popolazioni che governa.

Ma i siriani orientali non permetteranno, secondo la testata, a IS di stroncare la loro cultura.