IRAN. Se noi non esportiamo, nessuna nave sarà più al sicuro

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Se le esportazioni di petrolio dell’Iran fossero ridotte a zero, le vie navigabili internazionali non avranno la stessa sicurezza di prima, ha detto il presidente iraniano sul 21 agosto, ammonendo Washington contro l’aumento della pressione su Teheran.

Il commento del presidente Hassan Rouhani ha coinciso con un’osservazione del ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, secondo cui Teheran potrebbe agire “imprevedibilmente” in risposta alle “imprevedibili” politiche statunitensi del presidente Donald Trump, riporta Asharq al Aswat. «Le potenze mondiali sanno che nel caso in cui il petrolio sia completamente sanzionato e le esportazioni di petrolio iraniano siano portate a zero, le vie navigabili internazionali non possono avere la stessa sicurezza di prima», ha detto Rouhani incontrando il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, secondo il sito web di Khamenei. «Quindi la pressione unilaterale contro l’Iran non può essere a loro vantaggio e non garantirà la loro sicurezza nella regione e nel mondo»”.

Le tensioni tra Teheran e Washington sono aumentate da quando l’amministrazione Trump l’anno scorso ha abbandonato l’accordo internazionale per frenare le ambizioni nucleari dell’Iran e ha iniziato ad aumentare le sanzioni. Il governo iraniano ha definito le nuove sanzioni come una “guerra economica”. In un discorso al Sipri, Stockholm International Peace Research Institute, Zarif è sembrato riecheggiare il tono di Rouhani.

«L’imprevedibilità reciproca porterà al caos. Il presidente Trump non può aspettarsi di essere imprevedibile e aspettarsi che gli altri siano prevedibili. L’imprevedibilità porterà all’imprevedibilità reciproca e l’imprevedibilità è caotica», ha detto Zarif. Il commercio globale delle materie prime è stato scosso negli ultimi mesi dopo una serie di attacchi alle navi mercantili internazionali, di cui gli Stati Uniti hanno accusato l’Iran, e il sequestro di una petroliera britannica. Teheran ha negato le accuse.

Washington, che ha  la più forte presenza navale occidentale nel Golfo Persico, ha chiesto ai suoi alleati di unirsi in un’operazione di sorveglianza della navigazione nello Stretto di Hormuz, porta vitale per l’industria petrolifera mondiale. Finora, la Gran Bretagna, l’Australia e il Bahrein si sono uniti alla missione di sicurezza guidata dagli Stati Uniti per proteggere le navi mercantili che viaggiano attraverso le principali vie d’acqua del Medio Oriente. 

Ribadendo la fredda risposta dell’Iran alla missione di sicurezza, il contrammiraglio Ali Fadavi, vice comandante delle Guardie Rivoluzionarie, ha detto, riporta Fars, che nessuno può proteggere il Golfo se non l’Iran e i paesi della regione: «Mettere in sicurezza il Golfo Persico è responsabilità dell’Iran e dei paesi della regione (…) A parte noi, nessuno può rendere sicuro il Golfo Persico».

Luigi Medici