GIORDANIA. Amman potrebbe riaprire le frontiere con la Siria

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La Giordania spera di aprire presto il suo confine con la Siria, se la situazione nel sud del paese confinante fosse finalmente stabilizzata. Lo ha detto il ministro della Comunicazione di Giordania Muhammad al Momani sulla televisione nazionale giordana.

«Il nostro rapporto con il regime e il governo della Siria si muove nella giusta direzione (…) l’accordo di cessate il fuoco nel sud della Siria è rispettato, e speriamo che presto vengano adottate misure supplementari per garantire la stabilità e la sicurezza di tutta la Siria. Se una simile situazione continuasse, se la situazione in Siria meridionale fosse stabilizzata, questo fatto ci permetterà di riaprire i valichi di frontiera e i posti di blocco tra i due paesi» ha detto il ministro ripreso da Itar Tass.

La Giordania, insieme con gli Stati Uniti e la Russia è un garante del cessate il fuoco nelle tre province meridionali della Siria, al confine con il regno hashemita, che è entrato in vigore il 9 luglio.

Russia, Iran e Turchia avevano concordato a maggio la creazione in Siria di quattro zone, al fine di realizzare il processo di de-escalation futura e quindi di estendere il cessate il fuoco e ad altre parti della Siria.

Ad oggi, la de-escalation della Siria si è raggiunta in tre zone: a nord della città di Homs, nei sobborghi di Damasco – nella regione di Guta Est, al confine con la Giordania – nella provincia di Daraa. Nelle intenzioni dei tre stati promotori e garanti le aree di de-escalation contribuiscono a trovare una soluzione pacifica al conflitto siriano.

Inoltre, in questo momento, si sta lavorando al lancio di un altra zona di de-escalation nella provincia di Idlib.

Il conflitto armato, vera guerra civile, continua in Siria dal marzo del 2011. Secondo le Nazioni Unite, durante gli anni di scontri sono state uccise più di 220 mila persone.

Maddalena Ingroia