Droni iracheni a guardia del petrolio

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L’Iraq sta comprando droni dagli Usa per proteggere i giacimenti petroliferi meridionali mentre l’Opec ha deciso di incrementare la produzione dopo il ritiro delle truppe statunitensi.

Proteggere le quarte riserve petrolifere al mondo è strategico per la ricostruzione dell’industria petrolifera irachena distrutta da anni di guerra e di sanzioni contro il regime di Saddam Hussein. Non è stato annunciato il tipo e il numero dei droni che l’Iraq intende acquistare. Le forze di sicurezza irachene hanno preso il controllo della sicurezza dal 2005, ma fino al ritiro definitivo avvenuto nel dicembre 2011 la difesa aerea e la sorveglianza era stata affidata alle truppe statunitensi. 

L’Iraq ha aperto un nuovo terminal off shore agli inizi di quest’anno incrementando così la produzione e portandola ai levelli più alti dal 2003 con 2,317 milioni di barili al giorno (bdp, barrells per day) nel mese di marzo. Si stima che la produzione arrivi a 2,75 milioni bdp per la fine dell’anno. I campi petroliferi meridionali intorno a Bassora sono i più grandi del Paese e vedono protagoniste le grandi major del settore: Bp, Exxon Mobil, oltre che l’italiana Eni.

Nonostante le violenze siano diminuite dopo il ritiro statunitense, a dicembre tre bombe hanno interrotto la produzione nell’impianto di Rumaila.