CINA. La via della Seta è una piattaforma di cooperazione 

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Il progetto cinese Belt and Road non è uno “strumento geopolitico” o una crisi del debito per le nazioni partecipanti, ma Pechino accoglie con favore suggerimenti costruttivi su come affrontare le preoccupazioni per l’iniziativa, ha detto il consigliere di Stato cinese Wang Yi, che è anche ministro degli Affari esteri. Pechino ospiterà dal 25 al 27 aprile, un “Belt and Road summit” a cui parteciperanno 37 leader stranieri, compresi alcuni dei più stretti alleati della Cina, mentre gli Stati Uniti inviano solo funzionari di medio rango. La Belt and Road Initiative, come viene formalmente chiamata, è un’iniziativa chiave del presidente Xi Jinping, e prevede la ricostruzione della vecchia Via della Seta per collegare la Cina con l’Asia, l’Europa e oltre con massicce spese infrastrutturali.

Come riporta Reuters, ma si è rivelata controversa in molte capitali occidentali, in particolare a Washington, che la considera semplicemente un mezzo per diffondere l’influenza cinese all’estero e indebitare i paesi con un fardello di debiti insostenibili con progetti non trasparenti. Gli Stati Uniti sono stati particolarmente critici nei confronti della decisione dell’Italia di aderire al piano il mese scorso, durante la visita di Xi a Roma, la prima di una nazione del G7.

Wang Yi ha detto che il programma Belt and Road ha portato reali benefici ai paesi partecipanti: «Questo rapporto di partnership non è uno strumento geopolitico, ma una piattaforma di cooperazione (…) Non si possono mettere cappelli come “crisi del debito” sulla testa del Belt and Road, e questo non è qualcosa che nessun paese partecipante riconoscerebbe (…) Naturalmente, c’è un processo di sviluppo per il Belt and Road. Non è possibile arrivarci in un solo passo, ed è inevitabile che causi qualche preoccupazione durante il suo sviluppo. Quindi, diamo il benvenuto a tutte le parti per fornire suggerimenti costruttivi».

Il numero di leader stranieri al vertice del 25-27 aprile è aumentato rispetto ai 29 dell’ultima volta, soprattutto dai più stretti alleati della Cina, come Pakistan e Russia, ma anche Italia, Svizzera e Austria. Wang ha detto che anche la Corea del Nord parteciperà al vertice di quest’anno, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Ha poi aggiunto: «Diamo il benvenuto a tutti i paesi interessati a partecipare. Quando gli Stati Uniti parteciperanno, o se parteciperanno, sta a loro decidere».

Maddalena Ingrao