CINA. La nuova immagine di Pechino: Brand Power Project 2021

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È stato recentemente lanciato il progetto per il rebranding della Cina, per offrire al mondo una nuova immagine per la Cina nel 2021.

Come una grande azienda, la leadership cinese ha detto agli uffici di propaganda statale, alla polizia, ai leader regionali e persino ai marchi commerciali cinesi più importanti di proporre un rebranding per il Paese.

All’incontro, oltre alla nomenklatura del governo e della Cctv, eran o presenti dirigenti di Moutai, Wahahaha, JD, Lenovo, Baoneng, China Post, COFCO, Huawei, Haier, China UnionPay, dipartimento provinciale di Shandong Provincial Department of Culture and Tourism, e Gome Electrical Appliances Holding Ltd. Tutti hanno firmato per far parte del progetto “Brand Power Project” 2021 nell’ambito di accordi di partenariato strategico.

Verrà così impostata una nuova campagna in grado di rilanciare il “soft power” di Pechino utilizzando i media, l’influenza e altri mezzi per promuovere gli interessi nazionali, perché il 2020 non è stato un buon anno per l’immagine della Cina.

Dopo il blocco per contrastare il coronavirus e le accuse sul ruolo della Cina nella diffusione della pandemia, ci sono stati gravi impatti economici in patria e all’estero; un’ondata di battute d’arresto negli affari e di delusioni diplomatiche. Molti giornalisti stranieri sono stati espulsi, e paesi come gli Stati Uniti, l’Australia, più altri in Europa stanno inasprendo le regole per i funzionari, i media e le imprese della Repubblica Popolare Cinese.

«Seguendo le istruzioni dei compagni più importanti, la China Central Radio and Television, in collaborazione con i ministeri e le commissioni centrali competenti, i dipartimenti di propaganda di alcune province, regioni autonome e municipalità, oltre a note aziende, hanno lanciato il Brand Power Project – con lo slogan “Relying on the headquarters” (…) Tutte le loro risorse mediatiche saranno impiegate “per coltivare il marchio nazionale nella nuova era”. E poiché tutti i media sono di proprietà dello Stato e controllati, si va a creare una nuova immagine diffusa», riporta Atf.

Il 2021 è il centenario della fondazione del Partito comunista cinese, e quindi i servizi centrali televisivi e radiofonici di stato dovranno accelerare la trasformazione dai tradizionali media radiotelevisivi in un’organizzazione multimediale per una produzione e distribuzione globale.

Nel 2021, i media statali assumeranno un ruolo di primo piano in questo rebrand della nazione e dell’economia, con l’obiettivo di ottimizzare i propri servizi di comunicazione ai “brand partner” e di contribuire ulteriormente ad accelerare la formazione di un nuovo modello di sviluppo con cicli nazionali e internazionali.

Lucia Giannini