REGNO UNITO. Brexit e Irlanda del Nord

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Prosegue la difficile traversata del Regno Unito fuori dall’Unione Europea: al centro dell’ultimo confronto post Brexit L’Irlanda del Nord

La Commissione Europea proporrà al Regno Unito una serie di misure di compromesso per ammorbidire il Protocollo sull’Irlanda del Nord, uno dei punti più discussi dell’accordo definitivo su Brexit.

La proposta dell’Unione prevede meno controlli su alcuni prodotti che l’Irlanda del Nord importa dalla Gran Bretagna, che oggi sono soggetti a numerosi passaggi burocratici.

Le proposte sono la base per un futuro negoziato, che potrebbe durare diverse settimane; tuttavia, si fa strada la possibilità che le due parti non trovino un accordo: in quel caso fra Unione Europea e Regno Unito potrebbe svilupparsi una guerra commerciale con l’introduzione di dazi reciproci, come affermato dal sottosegretario britannico con delega ai rapporti con l’Unione, David Frost,

Secondo il protocollo allegato all’accordo di recesso del Regno Unito dall’UE, l’Irlanda del Nord è rimasta nel mercato comune europeo e nell’unione doganale per evitare che venisse costruita una barriera fisica con l’Irlanda; tuttavia, la permanenza dell’Irlanda del Nord comporta molti nuovi controlli e pratiche burocratiche per le merci in arrivo dal resto del Regno Unito causando numerose tensioni e disagi per le persone residenti in Ulster.

Al momento però sembra che il Regno Unito rifiuterà il compromesso offerto dalla Commissione: David Frost ha spiegato che intende chiedere una revisione più estesa del Protocollo sull’Irlanda del Nord: fra le altre cose, il governo britannico chiederà di rimuovere dagli accordi la possibilità che in caso di alcune controversie l’Unione Europea possa fare causa al Regno Unito di fronte alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il principale organo giudiziario dell’Unione.

Le questioni di questi giorni sono la diretta conseguenza della decisione del primo ministro Boris Johnson di lasciare l’Irlanda del Nord all’interno del mercato unico e dell’unione doganale europea: un punto su cui il suo predecessore, Theresa May, si era sempre rifiutata di cedere.

Salvatore Nicoletta