Prof. in fuga da Raqqa

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STATO ISLAMICO – Raqqa 05/04/2015. La decisione dello Stato Islamico durante l’ultimo periodo di costringere gli insegnanti di Raqqa a fare pubblico “pentimento”, ha portato molti dei laureati e di quanti erano in possesso di studi master e dottorati a fuggire di fronte alla scelta: pentisi o di morire per apostasia.

Secondo il blog “Raqqa is being slaughtered silently”, ci sono una serie di motivazioni dietro una siile fuga di cervelli:
1. presentare domanda di pentimento e quindi la registrazione dei loro nomi potrebbe comportare l’individuazione di responsabilità e future conseguenze in un secondo momento.
2. Voci sull’intenzione di Isis di costringerli a insegnare nelle sue scuole, e inviarli a frequentare corsi islamici.
3. La paura di costringerli a giurare fedeltà, trasformandoli in combattenti in un secondo momento, obbligati ad andare al fronte inumi secondo momento.
4. Paura di reazione da parte del regime di Assad come perdita del posto di lavoro e dello stipendio.
5. La minaccia dello Stato Islamico di uccidere gli insegnanti che non si fossero pentiti.
Tutti gli insegnanti temono che lo Stato Islamico bloccherà la ricezione dei loro stipendi anche se al momento non c’è stata nessuna decisione in merito, ma nei documenti dell’atto di pentimento compare che «Dio è l’unico fornitore di sussistenza e la dipendenza dal demonio è irricevibile».
Il personale educativo a Raqqa, tra insegnanti e amministratori, arriva a quasi 24mila, ricorda il blog, 90 per cento dei quali riceve ancora il proprio stipendio dal regime di Assad che in caso di passaggio nelle aree da esso controllate li arruola nelle proprie fila. Se in piccola parte hanno scelto di recarsi in Turchia e cambiare lavoro, la maggior parte si è diretta verso l’Europa nella speranza diottre mantenere il proprio status.