
Nonostante l’ottimismo sull’accordo per lo Stratto di Hormuz ci sono situazioni che in Medio Oriente e Asia occidentale restano molto difficili. A Roma ieri si è concluso il terzo round di colloqui tra Libano e Israele con la partecipazione degli Stati Uniti. Settimo Round tra Israele e Libano. Gli account libanesi non sembravano essere molto soddisfatti dei colloqui.
Hamas ha fatto sapere che se la dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri di Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto in merito alle violazioni di Israele a Gaza dove si sottolinea la gravità della situazione in escalation e la minaccia che essa rappresenta per il futuro dell’accordo di cessate il fuoco. Le fazioni dovranno intervenire nella dichiarazione si legge: “Esortiamo i Paesi firmatari della dichiarazione, i mediatori e l’amministrazione americana ad agire con urgenza ed efficacia per impedire a Israele di minare l’accordo e di tentare di eluderne gli impegni”.
Secondo i24NEWS: “La mobilitazione delle forze internazionali e straniere (ISF) è iniziata ai confini della Striscia di Gaza in preparazione all’ingresso e all’attuazione di un piano di ricostruzione e di sistemazione civile e di sicurezza. Secondo quanto riportato, si stanno prendendo provvedimenti senza attendere le decisioni del “Gabinetto” israeliano. La documentazione sul campo rivela istruzioni rigorose e controlli sui media distribuiti ai soldati americani nella regione.
Yediot: “Il Consiglio per la Pace di Gaza” pubblica il primo contratto di costruzione per un sito militare destinato ai soldati provenienti dal Marocco”.
Gli Houthi nella giornata del 6 agosto hanno riferito di aver compiuto un attacco “preventivo” contro una base saudita nella regione di Hadamaut, Yahya Saree, portavoce militare di AnsarAllah: “In un’operazione su vasta scala, abbiamo preso di mira raduni militari appartenenti all’Arabia Saudita. In questa operazione, centinaia di persone sono state uccise o ferite e numerosi campi, depositi di armi, equipaggiamenti e veicoli militari nella regione di Al-Wadiah, nello Yemen orientale, sono stati distrutti o incendiati. Al-Wadiah è un valico di frontiera tra Arabia Saudita e Yemen nella regione yemenita del governatorato dello Hadhramaut. Almeno 30 le vittime accertate ma il numero è destinato a salire.
E ancora Benjamin Netanyahu, primo ministro di Israele: “Oggi abbiamo sentito il comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane dichiarare apertamente l’intenzione dell’Iran di continuare a sviluppare le sue armi nucleari. Come Primo Ministro di Israele, sono determinato a continuare a impedire all’Iran di acquisire armi nucleari”.
Nel frattempo la diplomazia lavoro sullo sblocco delle Stretto di Hormuz: gli Stati Uniti revocano le sanzioni contro l’Iran per esempio, FLY BAGHDAD Airlines, nonché entità collegate che sono state scoperte a fornire supporto al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche saranno esentate dalle sanzioni statunitensi. Nella notte il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha tenuto una riunione d’emergenza per discutere della carenza di munizioni difensive dovuta alla guerra con l’Iran.
L’accordo sullo Stretto di Hormuz darà all’Iran il controllo sulle navi in transito, Reuters. Questi termini dell’accordo rappresentano una delle maggiori concessioni all’Iran fino ad oggi. Se i paesi accetteranno l’accordo, ciò segnalerà un significativo spostamento degli equilibri di potere nella regione a favore di Teheran. Secondo Reuters, Iran e Oman stanno discutendo l’introduzione di dazi di transito per le navi che vanno dal 3% al 7% del valore del carico trasportato.
Secondo la TASS, agenzia di stampa russa: “L’Iran e l’Oman hanno raggiunto un’intesa sui punti principali dell’accordo per l’apertura dello Stretto di Hormuz. Potrebbe essere reso pubblico nei prossimi giorni”, riferisce Al Arabiya. Le consultazioni indirette tra Iran e Stati Uniti sulla risoluzione della crisi sono entrate nella fase finale, riferisce Al Arabiya. Kazem Gharib Abadi, Vice Ministro degli Affari Esteri iraniano: “Secondo l’accordo, la rotta settentrionale vicino all’isola di Larak e la rotta meridionale nelle acque omanite saranno chiuse”.
L’accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz necessita ancora dell’approvazione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. Un annuncio sulla riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe essere fatto entro pochi giorni. Le navi che entreranno nello Stretto di Hormuz utilizzeranno la rotta marittima più vicina all’Iran. Le navi che lasceranno lo Stretto di Hormuz utilizzeranno la rotta marittima più vicina all’Oman. Le parti regionali potranno partecipare alla rimozione delle mine e alle necessarie procedure tecniche. Una tassa del 7% su tutte le navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz genererà 385 milioni di dollari di profitto netto al giorno per l’Iran, ovvero oltre 100 miliardi di dollari all’anno ai livelli di traffico prebellici.
In merito alla ripresa della navigazione, Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che una delle condizioni per la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz è che gli Stati Uniti adempiano ai propri obblighi in materia di sanzioni, blocco e congelamento dei beni. Raggiungere un accordo con l’Oman non significa la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz. Il Viceministro iraniano ha accusato gli USA di violazioni degli accordi di Islamabad.
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha invitato Arabia Saudita, Qatar, Turchia e altri partner regionali a fare pressione su Trump affinché eviti qualsiasi azione militare e ritorni alla diplomazia. Il messaggio: l’Iran è pronto alla rappresaglia, ma preferisce una soluzione negoziata.
L’Arabia Saudita annuncia ufficialmente la formazione di un’alleanza internazionale per la protezione del traffico marittimo nel Mar Rosso, con la partecipazione di 14 paesi. .Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato la nomina del contrammiraglio Abdullah bin Salem Al-Shahri a comandante dell’alleanza multinazionale per la difesa marittima a protezione della navigazione internazionale.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle ore 16:00 del 6 agosto. Incidente di sicurezza segnalato nel quartiere “Park Tsamerit” di Tel Aviv. Una granata a mano è stata lanciata vicino a un edificio residenziale nel quartiere “Park Tsamerit” di Tel Aviv, provocando inizialmente alcuni feriti. Le forze di sicurezza sono in stato di massima allerta nella zona.
Dichiarazione di Qatar, Giordania, Emirati, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto: Il Consiglio di Sicurezza deve costringere Israele a rispettare i suoi obblighi. Nel frattempo a Gaza continuano gli attacchi. Un morto e cinque feriti registrati nelle ultime 24 ore. Carri armati di Israele hanno sparato contro le tende che ospitano gli sfollati nelle zone di Rafah e Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
Diversi feriti registrati in Cisgiordania a seguito di un attacco su vasta scala da parte di coloni ebrei che ha comportato l’incendio di alcune case a “Khirbet al-Tuwwa”, vicino a Yatta, a sud di Hebron. La polizia di Israele ha arrestato un giovane palestinese durante un raid nel campo profughi di Qalandiya, a nord di Gerusalemme occupata. La Mezzaluna Rossa riferisce che circa undici palestinesi sono rimasti feriti a Qalandiya, mentre le forze israeliane continuano i loro raid all’interno del campo profughi in Cisgiordania. I bulldozer israeliani hanno scavato nei terreni del villaggio di Burin, a sud di Nablus. Coloni ebrei stranieri estendono il loro controllo sui territori a est di Qaryut, a sud di Nablus, e iniziano a recintarli in preparazione alla loro trasformazione in un avamposto dopo averne sfrattato gli abitanti. Un colono è entrato nella città di Jenin vicino a via Nablus e alla rotonda di al-Zayed è stato aggredito dai palestinesi il suo veicolo è stato distrutto e si è ritirato verso il checkpoint di Jalameh.
L’esercito israeliano ha richiesto un attacco massiccio in profondità nel Libano, ma la leadership politica lo ha impedito. Unità di artiglieria israeliane hanno bombardato la città di Mejdel Zun. Continuano gli scontri a fuoco a Kfar Shouba in seguito agli attacchi nel Libano meridionale. Operazioni di demolizione su larga scala sono in corso ad al-Mansouri, nel Libano meridionale. Un’altra città viene sistematicamente rasa al suolo. Un maggiore e un capitano sono stati uccisi il cinque agosto nel sud del Libano, secondo quanto annunciato dalle autorità, altri quattro i feriti. Il maggiore Haral Bernshtak, apparteneva all’unità Nogedim, operante negli insediamenti della Cisgiordania meridionale, in particolare a Hebron. L’esercito israeliano sta conducendo un’indagine approfondita sull’incidente avvenuto a Majdal Zoun. Tra le altre cose, l’indagine esaminerà diversi aspetti chiave, in particolare la tempistica del piazzamento della bomba, se prima o dopo il cessate il fuoco. Se la bomba non è stata piazzata dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, l’indagine determinerà se gli agenti di Hezbollah l’hanno fatta esplodere pur sapendo che le forze israeliane si trovavano all’interno dell’edificio
Almeno 4 persone sono rimaste uccise nei raid aerei nella zona di Burj al-Shimali, nel sud del Libano. Bombardamenti di artiglieria e operazioni di detonazione da parte delle IDF nell’area di Tarash, a ovest di Mays al-Jabal.
Gli Houti nelle ultime 24 ore hanno rivendicato l’attacco alla petroliera saudita Daisy nel Golfo di Aden con un missile balistico. “L’operazione ha raggiunto il suo obiettivo, colpendo la nave e costringendola a tornare indietro. Questo attacco si inserisce nel quadro del blocco marittimo imposto al nemico saudita, secondo il principio “blocco per blocco”. Le Forze Armate yemenite ribadiscono di monitorare attentamente tutti i movimenti delle petroliere saudite e di non permettere il passaggio di alcuna nave, né dal Mar Rosso meridionale né da quello settentrionale, fino a quando non saranno soddisfatte le legittime richieste del nostro popolo e il blocco non sarà revocato” . Si legge nel loro comunicato.
Reuters: “Solo una nave ha attraversato lo Stretto di Bab al-Mandab ieri, rispetto alle 20 navi di martedì. Un forte calo del 95% del numero di navi a causa degli attacchi degli Houthi”.
Intenso bombardamento da parte di Ansarullah del distretto di al-Rayyan, nel governatorato di al-Jawf, nello Yemen settentrionale. Si è trattato di un attacco missilistico Ansarullah contro posizioni delle Forze di Emergenza dell’Hadhramaut (HEF) ad al-Abr. Si segnala un elevato numero di vittime. Al-Abr è un importante centro logistico militare saudita, con un gran numero di personale saudita presente nella zona, che di fatto controlla la città.
Il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico e con droni di Ansarullah contro la base di al-Ruwyk delle Forze di Emergenza dell’Hadhramaut, sostenute dall’Arabia Saudita, nella direzione di al-Abr, nello Yemen orientale, sale a 40, con oltre 100 feriti. Un gran numero di soccorritori è incluso nel bilancio delle vittime del doppio attacco di Ansarullah. Le autorità locali confermano 30 vittime. Il movimento Houthi in Yemen ha lanciato 8 missili balistici contro campi che ospitano mercenari affiliati alla Prima Brigata, sostenuta dall’Arabia Saudita.
Una nave è stata presa di mira a circa 9 miglia nautiche a sud-est di Khazar, nel Sultanato dell’Oman, udite due esplosioni. Immagini satellitari confermano un incendio al largo delle coste iraniane. La nave si sta dirigendo verso la costa iraniana.
Il Generale dell’aeronautica Jaafari: Le difese della base americana di Al-Muthana non hanno impedito ai piloti iraniani di Su-24 di portare a termine la loro missione, nonostante la solidità delle difese e il divario tecnologico. La Guardia Rivoluzionaria informa: “Un gruppo terroristico che pianificava un attacco nel Sistan e Baluchistan meridionale è stato neutralizzato. Il gruppo, giunto dai paesi limitrofi armato, è caduto in un’imboscata tesa dalle Guardie Rivoluzionarie. Tutti i membri sono stati uccisi nello scontro che ne è seguito”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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