ALGERIA. L’esercito si prepara ad attaccare ISIS

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Il recente attacco terroristico contro una caserma dell’esercito algerino, compiuto dallo Stato Islamico, ha sollevato timori per il ritorno dei sanguinosi attacchi che l’Algeria ha subìto anni fa.

L’esercito algerino ha intenzione anticipare i terroristi per prevenire ulteriori attacchi; si ritiene che la fonte del pericolo provenga dal nord del Mali, dove sono attivi gruppi islamici militanti fedeli ad al-Qaedadi cui alcuni membri sono usciti e hanno dichiarato fedeltà a ISIS.

Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito algerino, il maggiore generale Saïd Chengriha, ha detto il 14 febbraio che l’esercito del suo paese sceglierà il momento e il luogo appropriati per rispondere all’attacco suicida contro una caserma al confine con il Mali avvenuto alcuni giorni fa. 

La dichiarazione di Chengriha è arrivata durante una visita alla caserma bersaglio nell’area di Timiaouine, secondo un comunicato del ministero della Difesa. Il 9 febbraio, il ministero della Difesa algerino ha annunciato che un soldato era stato ucciso mentre rispondeva a un attentato suicida con un’autobomba, colpendo una caserma militare in un posto di frontiera con il Mali.

Media internazionali hanno affermato che un gruppo appartenente allo Stato Islamico, attivo sulla costa africana, aveva rivendicato l’operazione, rivendicazione poi divulgata dall’organizzazione anche attraverso le sue piattaforme di media online.

«Dico a questi terroristi, i loro agenti e coloro che stanno dietro di loro che il vostro tentativo vile e disperato è fallito, grazie al coraggio e alla vigilanza delle nostre forze armate, come il martire eroe bin Edda Ibrahim che ha respinto l’attacco«, ha aggiunto Chengriha che ha aggiunto: «Starà a noi la scelta del tempo e dello spazio per rispondere ai vostri atroci crimini. La risposta sarà forte e decisiva con la forza delle armi e la forza della legge». 

Negli ultimi anni, l’Algeria ha dispiegato migliaia di uomini dell’esercito lungo il confine meridionale con la Libia, il Mali e il Niger, per respingere ciò che le autorità chiamano «contrabbando di armi e infiltrazioni terroristiche». Anche, negli ultimi anni, non vi sono stati attacchi terroristici fino a quando l’ultima operazione è arrivata a risvegliare le paure degli algerini di un forte ritorno al terrorismo alla luce di una delicata circostanza politica e dei disordini regionali dalla Libia al Mali.

L’Algeria si sta già preparando per contrastare attacchi terroristici o infiltrazioni di terroristi attraverso i confini con la Libia e il Mali. Anche, l’intervento militare turco in Libia ha suscitato preoccupazione a livello regionale e internazionale per il recupero delle organizzazioni terroristiche nella regione, che si nutre della diffusione del caos.

In più, l’Algeria ha ripetutamente inviato rinforzi militari al confine con il Mali e la Libia e ha istituito posti di blocco e posti di osservazione nelle aree di confine mentre i disordini si intensificavano nei due paesi vicini.

Le autorità militari algerine affermano di aver sempre affrontato rigorosamente il fenomeno del terrorismo, anche nelle circostanze attuali, poiché il paese sta assistendo a uno stato di stabilità senza precedenti.

Per quanto riguarda la regione del Sahara, è rimasta per anni una base per i terroristi algerini, che erano di solito attivi nella regione del Sahel all’interno di un’ampia regione che si estende dalla Mauritania al Niger, al Mali e al Niger fino al deserto libico.

L’ultimo attacco arriva in un momento in cui l’Algeria sta cercando di partecipare alla risoluzione delle crisi regionali, la prima delle quali è il conflitto libico.

Marwa Mohammed
Corrispondente dal Cairo