SIRIA. Ankara è pronta a rispondere con le armi ai russi

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La Turchia vuole risolvere i problemi con la Russia sulla regione siriana nord-occidentale di Idlib attraverso la diplomazia, ma farà altri passi se necessario, ha detto il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu il 15 febbraio.

La Turchia e la Russia sostengono le parti opposte nel conflitto, ma hanno collaborato per raggiungere una soluzione politica. Un’offensiva del governo siriano ha interrotto la fragile cooperazione tra Ankara e Mosca, dopo che 13 soldati turchi sono stati uccisi in due settimane.

Parlando durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Cavusoglu ha anche detto che una delegazione turca si recherà a Mosca il 17 febbraio per tenere dei colloqui su Idlib.

Nel frattempo in teatro, il 14 febbraio, un elicottero militare siriano è stato abbattuto sui cieli di Idlib, il secondo incidente del genere in una settimana di forti tensioni con la Turchia, riprova Reuters.

La notizia dell’abbattimento è arrivata quando Washington ha esortato Ankara a guardare ai suoi alleati occidentali alla luce delle azioni di Mosca: «All’incirca alle 13:40 (ora locale), uno dei nostri elicotteri militari è stato colpito da un missile ostile nella campagna occidentale di Aleppo. Questo ha portato l’elicottero a schiantarsi, uccidendo tutto l’equipaggio a bordo«, ha detto l’agenzia di stampa statale siriana Sana. Il velivolo sarebbe stato abbattuto vicino alla città di Urum al-Kubra, dove operano i ribelli appoggiati dalla Turchia.

Le forze siriane e russe hanno condotto un’offensiva contro la tasca sempre più stretta nel nord-ovest del Paese da dicembre 2019.

Da dicembre, le forze del governo siriano hanno intrapreso un feroce assalto all’ultima grande roccaforte ribelle nella regione nordoccidentale dell’Idlib e in alcune parti delle vicine province di Aleppo e Latakia. Le forze governative sono nel raggio di 5 km dalla città.

L’assalto ha scatenato la più grande ondata di sfollamenti dei nove anni di conflitto, con 800.000 persone in fuga da dicembre, secondo le Nazioni Unite. L’esodo di civili senza precedenti ha scatenato l’allarme in Turchia, che teme un afflusso oltre confine.

Lucia Giannini