
Gli esperti dell’AIEA non hanno riscontrato alcun tentativo da parte dell’Iran di ripristinare gli impianti nucleari danneggiati dagli attacchi statunitensi, ha affermato il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi. Questo dovrebbe mettere a tacere le voci elettorali di Trump sul riamo nucleare dell’Iran.
Fissate le date chiave per le elezioni della 26ª Knesset; delineate le procedure per la formazione del governo. I risultati elettorali sono attesi entro oggi, 29 ottobre, la pubblicazione dei risultati definitivi è prevista per il 4 novembre, mentre l’insediamento della nuova Knesset avverrà il 10 novembre. Il primo candidato designato riceve un mandato di 28 giorni per formare un governo, prorogabile di ulteriori 14 giorni. Qualora non vi riuscisse, l’incarico passerebbe a un secondo candidato per un periodo di 28 giorni, senza possibilità di proroga. Se anche questo tentativo dovesse fallire, la Knesset avrà a disposizione 21 giorni affinché 61 deputati trovino un accordo su un terzo candidato, al quale verrà conferito un mandato di due settimane. In caso contrario, la Knesset verrà sciolta e saranno indette nuove elezioni entro 90 giorni. L’ufficio di Yaakov Asher, presidente del partito “Ebraismo della Torah Unito” (United Torah Judaism), ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione dai leader di partito, fatta eccezione per un messaggio proveniente dall’entourage di Netanyahu, il quale ha espresso l’intenzione di mantenere intatta l’attuale coalizione di governo. Oggi Eizenkot ha tenuto un incontro con i membri del suo blocco, durante il quale sono state avanzate diverse proposte su come procedere.
Benjamin Netanyahu è in vantaggio su Gadi Eizenkot. Nessuna delle due parti ha ancora raggiunto i 61 seggi necessari per formare una maggioranza parlamentare, al momento della stesura di questo articolo Netanyahu ha peso 11 sei rispetto alla precedente tornata
Israel Katz Ministro per la Difesa, definisce l’intervento di Eizenkot davanti agli alti ufficiali dell’esercito israeliano come antidemocratico e avulso dalla realtà. Katz ha dichiarato che Eizenkot ha esortato gli alti ufficiali a non ottemperare alle direttive del Primo Ministro e del Ministro della Difesa, sostenendo di avere il loro appoggio. Katz ha descritto tale gesto come il proseguimento di una campagna elettorale incentrata su presunte divergenze tra i vertici militari e quelli politici in merito all’Iran. Ha inoltre affermato che l’esercito israeliano è stato un partner a pieno titolo nel conseguimento di importanti risultati contro l’Iran e che darà esecuzione a qualsiasi decisione presa in tal senso.
Un alto funzionario iraniano ha riferito all’agenzia Reuters che il Qatar non ha presentato all’Iran alcuna proposta concreta per un accordo, limitandosi ad avanzare idee inaccettabili per Teheran. L’Iran ha fato sapere che non mostrerà alcuna flessibilità riguardo al proprio programma nucleare.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 28 ottobre. Dagli Stati Uniti The Hill: “La guerra con l’Iran è già costata agli Stati Uniti 47 miliardi di dollari e le spese continuano a salire”. Secondo i dati forniti al Congresso dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), 29 miliardi di dollari sono stati spesi per il rifornimento di munizioni, quasi 12 miliardi per i costi operativi e altri 6,1 miliardi per la sostituzione di equipaggiamenti e armamenti andati perduti. Tuttavia, i danni subiti dalle basi militari statunitensi in Medio Oriente a seguito degli attacchi iraniani non sono ancora stati inclusi in questi calcoli. Come osserva The Hill, ulteriori operazioni militari potrebbero costare a Washington altri 2-3 miliardi di dollari al mese. Secondo le stime di Moody’s Analytics, il conflitto è già costato a una famiglia americana media circa 2.000 dollari.
Nel frattempo, il Pentagono ha predisposto opzioni per nuovi attacchi contro l’Iran, qualora la Casa Bianca decidesse di autorizzarli. Secondo i dati di tracciamento dei voli e le informazioni fornite da due funzionari statunitensi a conoscenza degli spostamenti, l’esercito americano sta inviando in Israele un ulteriore sistema di difesa aerea Patriot, proveniente dallo Stato del Texas, per rafforzare le capacità di difesa missilistica del Paese, Wall Street Journal. Secondo il WSJ, questa mossa è uno dei vari segnali di preparazione, mentre gli Stati Uniti valutano la possibilità di una campagna breve e intensa contro l’Iran in seguito alle elezioni di metà mandato del 3 novembre. L’Iran ha avvertito che risponderebbe a qualsiasi attacco colpendo obiettivi economici e civili nella regione. La testata riferisce che Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sull’eventuale avvio di un attacco.
La disponibilità di sistemi Patriot e dei relativi intercettori è limitata. All’inizio di questo mese, Axios ha riferito che gli Stati Uniti hanno schierato due batterie Patriot aggiuntive per proteggere le infrastrutture energetiche in Arabia Saudita e Qatar, trasferendo inoltre lanciatori e intercettori da altre unità verso il Medio Oriente. Il Wall Street Journal riporta che gli Stati Uniti e i loro alleati nel Golfo si stanno affrettando a ricostituire le scorte di difesa missilistica, esauritesi a seguito degli attacchi iraniani.
Secondo quanto riferito da fontilocali, quattro palestinesi sono stati uccisi in distinti attacchi condotti da droni israeliani e sparatorie nella Striscia di Gaza; tra le vittime una bambina di sei anni copia da proiettili d’arma da fuoco israeliani a Mawasi Khan Yunis. Due persone sarebbero state uccise in attacchi separati compiuti da droni israeliani a Mawasi Rafah. Un’altra persona è deceduta per le ferite riportate in un precedente bombardamento israeliano nei pressi dello stadio Palestine, a ovest di Gaza City. Un palestinese è rimasto ferito, colpito alla testa da un proiettile, nell’area di Qizan Rashwan, a sud di Khan Yunis. Sono stati inoltre segnalati bombardamenti di artiglieria nel nord di Gaza, oltre a sparatorie a est di Batn al-Samin e nelle zone di Al-Alam e Al-Shakoush, a ovest di Rafah.
In Cisgiordania proseguono le costruzioni dei nuovi insediamenti per i coloni.
Il 27 ottobre, l’artiglieria israeliana avrebbe bombardato Hadatha, Wadi Zebqine, Aita al-Jabal, Al-Mansouri, le periferie di Baraashit, Al-Qantara, Wadi Al-Salouqi, Beit Lif, le periferie di Shebaa e Shwaya, Zawtar Al-Sharqiyah, Wadi Al-Hujeir e la periferia di Haris. Un drone israeliano avrebbe effettuato un attacco tra Al-Jarmuq e Al-Aayshiyah. Le forze israeliane avrebbero inoltre condotto operazioni di demolizione o fatto esplodere ordigni ad Al-Khiam, Mais al-Jabal e Houla; sono stati inoltre segnalati bengala illuminanti sopra Al-Bayyadah.
In Siria, le forze israeliane avrebbero compiuto un’incursione nella periferia del governatorato di Quneitra, sequestrando un giovane siriano. Il primo ministro iracheno Al-Zaidi avrebbe dovuto recarsi a Damasco, a capo di una delegazione di alto livello, per colloqui con Julani. Secondo alcune fonti, avrebbe anche visitato il santuario di Sayyidah Zaynab (S), accompagnato da Jawlani.
Dall’Iraq i media crei fanno sapere cheZawa Bakhsharbadeh, dirigente del partito di opposizione curdo-iraniano Komala, è stato trovato ucciso a colpi di arma da fuoco all’interno dell’hotel Arjan, a Erbil.
Nelle prime ore del 28 ottobre le forze armate yemenite hanno attaccato le postazioni saudite nelle città di Gedda e Yanbu, impiegando diversi missili da crociera e droni suicidi. Nei video relativi all’attacco attribuito ad Asar Alah yemenita contro Gedda, si nota del fumo nero levarsi dall’aeroporto di Gedda e da un’altra località; si può inoltre udire il rumore di un missile da crociera in volo nell’area.
Un aereo da trasporto militare C-17A del Qatar sarebbe decollato dalla base aerea di Al Dhafra per atterrare alla base aerea Prince Sultan, in Arabia Saudita. Lo scopo del volo non è stato reso noto.
Ed ora vediamo i settori di Taiz e Lahij inYemen. Le forze Houthi stanno avanzando costantemente attorno alla città di Taiz e lungo il fronte occidentale della provincia di Lahij.
Sul fronte di Taiz, Ansar Allah ha sottratto al controllo delle forze della coalizione saudita le alture di Al-Diman, Al-Iqam e Al-Maydan. Con la conquista di queste posizioni, ulteriori aree a sud della città di Taiz, inclusa l’Università di Taiz, sono ora sotto il controllo visivo e il raggio d’azione degli Houthi.
Nel settore occidentale della provincia di Lahij, Ansar Allah e i comitati popolari sono impegnati in scontri con le forze di Al-Amaliqa, Al-Dara Al-Watan e le tribù Sabiha. Nelle ultime 24 ore, i movimenti di tali gruppi lungo il versante orientale dello stretto di Bab al-Mandab sono stati neutralizzati grazie a precisi attacchi condotti dall’esercito Houthi tramite missili, droni e artiglieria. In questo stesso settore, le forze Houthi hanno inoltre preso le località di Al-Mahjaba, Al-Hajijah e Jabal Asna’, mentre proseguono le operazioni per mettere in sicurezza le aree di Shatin, Al-Durad e Nabiyah. Quest’ultima rappresenta l’ultimo caposaldo su cui le forze della coalizione saudita possono fare affidamento per sferrare attacchi contro Dhubab e Bab al-Mandab; pertanto, la conquista di tali zone rende possibile una completa liberazione della costa sud-occidentale dello Yemen.
Parallelamente a questi scontri, proseguono i bombardamenti aerei dei caccia sauditi contro centri abitati e postazioni yemenite Houti nel sud-ovest del Paese; dall’inizio delle ostilità, il numero complessivo di tali incursioni aeree ha superato quota 3.300. In risposta, le forze missilistiche Houthi, facendo ricorso costante a missili tattici a corto raggio, stanno colpendo le basi e gli assembramenti delle forze fedeli alla coalizione saudita nelle province di Aden, Lahj e altre. Tale supporto non ha precedenti rispetto alle operazioni passate e ha consentito alle forze armate yemenite di proseguire la loro avanzata, costante e metodica, sul fronte sud-occidentale.
Yahya Saree, portavoce delle forze Houthi, ha dichiarato: “Le nostre forze armate invitano tutti i presenti all’aeroporto di Aden a evacuare immediatamente lo scalo, a causa della presenza di un aereo da trasporto militare saudita — nemico — che trasporta armi destinate a uccidere membri del popolo yemenita. Le forze armate rinnovano, per l’ultima volta, l’invito a tutti i presenti all’aeroporto di Aden a evacuare immediatamente lo scalo, a causa della presenza di un aereo da trasporto militare saudita — nemico — che trasporta armi destinate a uccidere membri del popolo yemenita”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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