RUSSIA. Mosca nega di fornire armi ai talebani

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La Russia ha negato l’accusa del Nato Saceur, generale Curtis Scaparotti, di star inviando armi ai talebani in Afghanistan.

Scaparrotti ha detto al Congresso Usa a Washington che Mosca stava “forse” rifornendo il gruppo, riporta Bbc News.

Zamir Kabulov, inviato speciale del Cremlino in Afghanistan, ha poi detto che l’accusa era «assolutamente falsa».

La Russia ha già detto in più occasioni che i suoi limitati contatti con i talebani hanno lo scopo di portarli al tavolo dei negoziati.

Mosca considera i talebani un’organizzazione terroristica, e aveva sostenuto l’Alleanza del Nord nella guerra civile degli anni Novanta.

A dicembre 2015 ha per concesso che «l’interesse dei talebani coincide oggettivamente con il nostro» nella lotta contro lo Stato Islamico.

Tuttavia, Scaparrotti, Comandante supremo alleato della Nato in Europa, ha detto in un’audizione presso la commissione Forze Armate del Senato: «Ho visto l’influenza della Russia negli ultimi tempi, una maggiore influenza sul gruppo e forse anche nel rifornire di armi i talebani», senza però giustificare queste sue affemazioni.

Cambiare approccio verso i talebani afghani è un cambiamento inaspettato per la Russia, ma negli ultimi anni, diversi funzionari russi hanno riconosciuto pubblicamente dei “contatti” di Mosca con i talebani.

Per due ragioni essenzialmente: garantire la sicurezza dei cittadini russi e degli uffici nelle zone in cui i talebani hanno recentemente ampliato il proprio controllo del territorio; ed il contrasto a Daesh.

Le rassicurazioni dei talebani afghani di tenersi alla larga dai confini della Russia e di altri attori regionali, tra cui l’Iran e la Cina, si sono rivelati particolarmente importanti. Ma questo nuovo ammorbidimento ha portato i militari americani ad accusare la Russia di minare il governo afghano e i suoi alleati Usa / Nato legittimando i talebani.

L’Occidente afferma inoltre che la Russia stia usando l’emergere dello Stato Islamico in Afghanistan come scusa per giustificare la sua ingerenza nel paese. Nel frattempo, il governo afghano ha ripetutamente ricordato a Mosca che, invece di stabilire legami con attori non statali, dovrebbe lavorare con il governo per la pace e la stabilità regionale.

Maddalena Ingrao