RUSSIA. Cambia la sensazione della Pandemia in Russia

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Poco più di una settimana fa, il presidente Vladimir Putin ha detto che la Russia aveva la diffusione del coronavirus “sotto controllo”. Ora il paese sta cambiando tattica, in quanto le autorità riconoscono che si stanno preparando per un’importante epidemia di Covid-19.

In un discorso tenuto il 25 marzo Putin ha ammesso che è «oggettivamente impossibile impedire che il coronavirus si diffonda» in un paese delle dimensioni della Russia». Ha esortato i russi a «comprendere la complessità della situazione» e a rimanere a casa, dichiarando che la prossima settimana sarà pagata ma senza lavoro.

Mentre Putin annunciava una serie di misure per sostenere l’economia del Paese e incoraggiava i cittadini a restare a casa, lasciava ad altri funzionari il compito di annunciare ulteriori misure di blocco radicali, riporta Cnn Philippines.

La mattina successiva al suo discorso, il governo russo ha annunciato che avrebbe chiuso i suoi confini e cancellato tutti i voli internazionali, ad eccezione degli aerei per il rimpatrio di migliaia di russi dalle zone più colpite.

Inoltre, il Cremlino ha insistito sul fatto che i piani per mettere in quarantena i residenti della capitale non erano all’ordine del giorno; il 26 marzo, il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin ha messo in stand by l’economia più vivace del Paese, chiudendo tutti i ristoranti, i caffè, i bar, i negozi e i parchi della capitale per una settimana a partire da sabato 28 marzo. Queste misure sono le più severe che la Russia abbia mai visto finora; la sanità russa ha segnalato il più grande aumento di casi in un giorno fino ad oggi, con 182 nuovi casi, arrivando a 840.

Anche il racconto ufficiale sui pericoli che il virus rappresenta per la Russia ha iniziato un sottile cambiamento. La maggior parte dei primi casi in Russia proveniva dall’Italia; poi lo stesso Sobyanin ha detto a Putin, che le cifre precedenti erano state sottovalutate, dato che molti russi di ritorno da viaggi all’estero non erano stati sottoposti a test.

Ma nonostante la traiettoria allarmante dei casi, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva detto ai giornalisti il 26 marzo che non c’era bisogno di farsi prendere dal panico in Russia, perché non c’era pandemia in Russia; il 27 marzo i militari hanno portato materiale all’interno del paese, nella Russia Centrale. 

Nel frattempo, i professionisti del settore medico si stanno preparando nel caso in cui le cose dovessero peggiorare, con i governi locali che si affrettano ad acquistare ventilatori e ad espandere le capacità di terapia intensiva.

Anna Lotti