MYANMAR. Tillerson annuncia sanzioni per la strage Rohingya

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Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha incontrato Aung San Suu Kyi, leader de facto del Myanmar, esprimendo profonda preoccupazione per le credibili notizie sulle violenze contro i rohingya.

Secondo quanto riporta Press Tv, Tillerson ha incontrato Suu Kyi il 15 novembre, a Naypyidaw, in Myanmar. Tillerson, intervenendo in una conferenza stampa congiunta con Suu Kyi, ha affermato che Washington avrebbe preso in considerazione sanzioni mirate contro singoli, se fossero stati ritenuti responsabili delle violenze. Tillerson ha ribadito che non sarebbero state prese «sanzioni economiche su larga scala» contro l’intero paese. «Tutto questo deve essere basato su prove (…) Disponiamo di informazioni credibili che riteniamo molto affidabili e crediamo che alcuni individui siano responsabili di determinati atti che riteniamo inaccettabili, in questo caso allora prenderemo sanzioni mirate nei confronti di singoli individui», ha dichiarato Tillerson.

Il diplomatico americano avrebbe anche incontrato il capo delle forze armate militari del Myanmar, Min Aung Hlaing, responsabile delle operazioni nel Rakhine, zona in cui le operazioni militari del governo hanno portato all’esodo di oltre 600.000 musulmani rohingya. Tillerson ha usato la visita per esprimere le preoccupazioni sullo sfollamento forzato e la violenza contro i rohingya e altre popolazioni locali e per discutere i modi per aiutare il Myanmar. 

Le autorità militari hanno affermato di aver intervistato migliaia di persone durante un sondaggio durato un mese sul comportamento delle truppe nel Rakhine; i risultati riportavano che negli scontri con i militanti islamici rohingya erano stati uccisi 376 “terroristi” e che non c’era stata  alcuna violenza contro i cittadini innocenti.

Il governo del Myanmar si rifiuta di riconoscere la minoranza musulmana rohingya del Rakhine come gruppo etnico locale, anche se vi vive da generazioni. Il governo di Suu Kyi è rimasto quasi completamente in silenzio di fronte alle proteste internazionali e quando è intervenuto, ha difeso i militari.

Maddalena Ingroia