Il Myanmar inizia i rimpatri dei profughi

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MYANMAR – Yangon 09/06/0215. Il Myanmar ha iniziato l’8 giugno a rimpatriare 150 persone trovate a bordo di un barcone abbandonato dai trafficanti al largo delle sue coste.

Secondo i media locali, Yangon ha iniziato un braccio di ferro con il Bangladesh sulla nazionalità di centinaia di altri migranti detenuti dalle autorità del Myanmar. Due barconi alla deriva, con a bordo oltre 900 persone, sono state trovate dalla marina del Myanmar nelle ultime settimane, durante la crisi scoppiata per le nuove politiche repressive del governo thailandese che hanno indotto i trafficanti ad abbandonare migliaia di persone in mare. Le autorità del Myanmar, così come i nazionalisti buddisti locali, sostengono si tratti per la maggior parte di persone provenienti dal vicino Bangladesh. Secondo le agenzie umanitarie, al contrario, si tratterebbe di bengalesi e dei musulmani Rohingya, etnia del Myanmar; Yangon, comunque, si rifiuta di riconoscere i Rohingya come una vera e propria etnia. L’ambasciatore del Bangladesh in Myanmar la settimana scorsa ha rigettato la notizia secondo cui la maggior parte dei migranti provengono dal suo paese; mentre i nazionalisti buddisti nella regione occidentale di Rakhine hanno annunciato protesta contro il loro governo che ospita i migranti abbandonati. Il Myanmar Times riprova le parole degli attivisti buddisti: «Il governo sta facendo di Rakhine una discarica di bengalesi». I Rohingya hanno subito discriminazioni sistematiche da decenni, ma la loro condizione è peggiorata da quando il governo riformista del presidente Thein Sein (a sinistra) è salito al potere nel 2011. Le sue riforme politiche sono state accompagnate da rivolte anti-musulmane a Rakhine, che hanno fatto centinaia di morti e creato più di 140mila Rohingya confinati nei campi per sfollati.