LIBIA. Tutti contro le ingerenze di Ghassan Salamé

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Le attività del LNA nel sud della Libia continuano ad essere al centro della vita politica libica, in particolare riguardo all’attenzione a loro destinata da parte degli altri attori nazionali e internazionali. La Municipalità di Gialo, sud di Ajdabiya, ha emesso una dichiarazione in cui deplora le posizioni dell’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, sul ruolo del LNA per la liberazione nel sud del paese.

Al riguardo, lo stesso Salamé ha ritrattato le dichiarazioni sul sud libico dove chiamava le parti alla calma indicando di essere stato mal interpretato. Molti lo avevano criticato indicando che se da una parte vi era il LNA, che non tutti riconoscono come l’esercito libico nel paese, dall’altra questi combatteva milizie criminali, straniere e terroriste. Salamé ha dichiarato poi che la decisione di combattere il terrorismo e proteggere i civili è legittima da parte del LNA e rappresenta una linea rossa contro chiunque cerchi di andarvi contro. 

Sta di fatto che le dichiarazioni, seppur ritrattate, hanno aumentato la pressione sull’Inviato delle Nazioni Unite, soprattutto da parte della parte politica dell’est del paese. Secondo il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, riguardo alla Conferenza nazionale, Ghassan Salamé non è più una parte neutrale a gestione del conflitto politico, ma è ormai l’alleato del Consiglio presidenziale. Successivamente, il Parlamento di Tobruk ha autorizzato il proprio presidente a preparare un dossier da mandare alle Nazioni Unite in risposta agli abusi di Salamé nella gestione politica della sua missione.

Il portavoce del LNA, generale Ahmed Al Mismari, per definire meglio lo scontro in atto nel sud del paese ha indicato che il LNA nel sud sta combattendo ancora contro le milizie dei Fratelli Musulmani supportati da Qatar e Turchia.  

È stato postato un video della firma dell’accordo di cessate il fuoco tra Tarhuna e Tripoli sotto gli auspici del consiglio sociale dei Warfalla. La 7° Brigata ha dichiarato che i propri uomini sono impegnati a rispettare il cessate il fuoco nonostante le nostre posizioni siano state colpite anche dopo la firma dell’accordo. 

Come indica un account locale, il nuovo cessate il fuoco a sud di Tripoli è arrivato dopo il fallimento dell’accordo delle Nazioni Unite firmato mesi fa a Az Zawia. In questo caso, le Nazioni Unite e la loro Missione non hanno giocato alcun ruolo nell’accordo. Come viene indicato, di fatto la differenza tra i due accordi è che ad Az Zawia vi è stata una soluzione imposta da istituzioni deboli, come Consiglio presidenziale e GNA, mentre nel caso dell’accordo presente è stato lasciato campo alle tribù locali. 

Bisognerà vedere se la situazione di cessate il fuoco reggerà, ma il legame tribale e clanico sembra avere maggior adito nella risoluzione delle problematiche. Se si ricorda bene, era stato così anche per le problematiche riguardo alla situazione a Tajoura (est di Tripoli). Alla fine la mediazione tra le milizie fu conclusa positivamente grazie all’accordo tra le tribù locali.

Un account social riporta, infine, la notizia che viene indicato che 22 membri della Guardia costiera libica, ramo di Tripoli, sono arrivati in Italia per corso di addestramento. 

Redazione