ISIS: cellule dormienti ad Amman

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GIORDANIA – Amman. 30/08/14. Innalzato il livello di allarme in Giordania per eventuali attacchi da parte di ISIS.

Le agenzie di intelligence rafforzano la sicurezza intorno alle aree sensibili del governo e migliorano la sorveglianza degli estremisti islamici.

Disperso nei giorni scorsi un 25enne in procinto di partire per la Siria. Si tratta di un medico-radiologo, stimato nella comunità dove risiede ad Amman. L’uomo è scomparso dopo la festa di Eid al-Fitr non ha informato la sua famiglia Bugeth. Lo zio ha detto alla stampa che il ragazzo aveva chiamato casa per dire che si trovava in una località segreta. L’uomo ha dichiarato ai giornalisti: «ha deciso di sacrificare la sua vita per la redenzione della elevazione dell’Islam. Ha spezzato il cuore, e suo padre e sua madre ricoverata in ospedale per lo shock».

Questo sarebbe secondo fonti giordane tra i primi casi noti di giordani che si sono uniti a ISIS da quanto il gruppo ha annunciato la nascita del Califfato. Secondo le forze di intelligence la storia di questo uomo mette in luce l’ampiezza del sostegno per lo stato islamico tra islamisti radicali in Giordania motivato dai successi conseguiti dall’organizzazione negli ultimi tempi nei paesi confinanti con la Giordania ad est e a nord. 

Sembra che i servizi segreti giordani siano al lavoro per cercare di arginare il fenomeno ISIS in Giordania. Il re di Giordania Abdullah ha detto che il suo paese sta facendo del suo meglio per scongiurare questo pericolo che attanaglia la regione. In realtà in Giordania vi sarebbe un nutrito gruppo salafita che sta cercando di capire come sostenere ISIS.

Secondo un militante giordano conosciuto con il nome di Brotherhood: «Da quando è scoppiata la guerra civile nella vicina Siria nel 2011 si sono uniti a centinaia di giordani alla rivolta sunnita contro il presidente siriano Bashar al-Assad. La Giordania ha visto più di duemila giovani, di questi molti medici, partire per la jihad in Siria». 

Sempre secondo lo stesso: «Lo Stato islamico ha recentemente raddoppiato il supporto come mai prima tra islamisti radicali che sognano di eliminare il confine tra i paesi del mondo islamico al fine di stabilire una sola nazione islamica».

L’emergere di Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato islamico, che pronunciato il Califfato e la sua chiamata a sostenere i musulmani, dal pulpito della moschea nella città irachena di Mosul lo scorso giugno, è stata come una calamita per i giovani islamisti in Giordania.

Secondo fonti di polizia che ha parlato in condizione di anonimato, la Giordania è diventata un rifugio «per centinaia se non migliaia di potenziali simpatizzanti» che potrebbero diventare «cellule dormienti e martiri della jihad». Attraverso il re Abdullah in un’intervista con i politici hanno espresso soddisfazione per i preparativi intrapresi dalle forze armate e dei servizi di sicurezza, sottolineando che la posizione del suo paese oggi è più forte rispetto al passato in termini di politiche, di sicurezza e militare. Con un sottile riferimento allo stato islamico, ha avvertito i giordani di non cadere preda di soggetti esterni che cercano oso di sfruttarli.

I diplomatici e funzionari hanno detto che durante le ultime settimane, i servizi segreti giordani hanno adottato strette misure di sicurezza intorno alle aree sensibili e rafforzato la sorveglianza dei fondamentalisti islamici e arrestato gli attivisti ritenuti pericolosi.

Dieci gli arresti di persone che hanno espresso il loto supporto per lo stato islamico attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Questo rappresenta un nuovo test per la sicurezza della Giordania, un partner chiave degli Stati Uniti nella lotta contro i militanti islamici. Tuttavia anche tra i sostenitori estremisti non mancano le critiche al Califfo. Ma nonostante questo a giugno i sostenitori dello Stato islamico hanno alzato la bandiera nera nella città di Maan, una roccaforte del clan per quasi mezzo milione di persone ed è situato a 250 km a sud della capitale Amman. Secondo altre voci, interne ai simpatizzanti dello Stato Islamico, il Califfo nona crebbe intenzione al momento di combattere in Giordania, a meno che lo stato non li contrasti apertamente.