FILIPPINE. Legge marziale a Mindanao contro ISIS

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Il presidente filippino Rodrigo Duterte, il pomeriggio del 24 maggio, ha annunciato che l’habeas corpus è stato sospeso a Mindanao dopo la dichiarazione della legge marziale sull’isola fatta la sera del 23 maggio, dopo gli scontri tra forze di sicurezza e mujahidin di Isis che hanno fatto tre morti e molti feriti a Marawi. In una conferenza stampa, riporta The PhilStar, tenuta poco dopo l’arrivo da Mosca, dove ha interrotto la sua visita ufficiale, Duterte ha dichiarato che l’habeas corpus era stato sospeso e le forze di sicurezza stavano effettuando operazioni e controlli per affrontare la minaccia dell’estremismo a Mindanao.

«I controlli, le ricerche, e gli arresti senza un mandato saranno consentiti a Mindanao» ha detto il presidente. Duterte ha detto che non c’era bisogno di un mandato di arresto se qualcuno fosse stato “positivamente” identificato come membro del gruppo terroristico.

«E non ho bisogno di garantire un mandato di fermo o un mandato di arresto. Se sei identificato positivamente dall’altra parte, puoi essere arrestato e detenuto», ha detto il presidente filippino. L’habeas corpus è un ordine del tribunale per cui occorre portare una persona detenuta davanti al tribunale che ha emesso l’ordine di arresto per spiegare il motivo valido per la detenzione di quell’individuo. La Costituzione del 1987 impone che questo requisito possa essere sospeso separatamente dalla pronuncia della legge marziale; afferma che la sospensione del provvedimento si applica «solo alle persone accusate di ribellione o di reati inerenti o direttamente connessi con l’invasione».

«Durante la sospensione dell’habeas corpus, qualsiasi persona così arrestata o detenuta sarà giudicata entro tre giorni, altrimenti sarà liberata», afferma l’articolo 7, sezione 18 della Costituzione filippina, riporta il giornale.

Ha anche annunciato che potrebbe essere permesso ai civili di portare pistole denunciate nelle proprie case se la violenza nell’area continuasse.

«Se le cose vanno fuori controllo, se ci sono forti combattimenti, permetterò ai Mindanaons, ai Moros e ai cristiani, se in possesso di una pistola autorizzata dal governo di dare sicurezza e protezione alla propria famiglia. Si può fare, basta mostrare la propria carta d’identità, e la licenza. Ho detto che se i civili fossero stati attaccati, avrei permesso ai civili di portare le proprie pistole al di fuori delle case», ha detto Duterte.

«Ho dovuto dichiarare la legge marziale nelle isole Mindanao (…) È nostro dovere costituzionale imporre la legge e garantire la sicurezza», ha detto il presidente filippino per spiegare la misura eccezionale.

L’ordine di Duterte, che copre sia la città di Marawi che l’isola di Mindanao, è arrivato dopo che gli scontri tra truppe e militanti islamici. Se la minaccia terroristica si diffondesse, Duterte ha detto che non ha paura di andare oltre: «Se penso che Isis abbia già preso il posto anche a Luzon e che il terrorismo non sia molto lontano, posso dichiarare la legge marziale in tutto il paese per proteggere il popolo», ha detto il presidente.

I combattimenti tra le forze governative e il gruppo Maute, un’organizzazione militante islamica di Mindanao, sono iniziate a Marawi, città di circa 200.000 persone.

L’agenzia Amaq, ha dichiarato che «i combattenti dello Stato islamico lanciano un’offensiva su larga scala sulle posizioni delle truppe filippine nella città di Marawi».

I combattenti hanno il controllo di diversi edifici governativi, alcuni incendiati, tra cui una chiesa, una scuola e una prigione. La bandiera nera di Isis sventola sugli edifici occupati.

Mindanao ospita una considerevole popolazione musulmana, a differenza del resto del paese, che è in gran parte cattolico. Dai social media arrivano le foto dei residenti che tentano di scappare dalla città il 24 maggio.

La legge marziale sarà in vigore per l’isola meridionale della Filippine sull’isola musulmana per 60 giorni. Tuttavia Duterte ha detto che la legge marziale nelle Filippine meridionali potrebbe durare un anno : «Se ci vorrà un anno per farlo, lo faremo. Se avverrà entro un mese, sarò felice», ha detto Duterte.

Graziella Giangiulio