Attacco israeliano in Siria

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SIRIA – Damasco 4/5/13. Israele ha effettuato un raid aereo in Siria, obiettivo un carico di missili diretti alla libanese Hezbollah.

Lo Stato ebraico ha chiarito che è disposto a ricorrere alla forza per impedire che le armi siriane avanzate, possano raggiungere Hezbollah o i ribelli islamici.

L’obiettivo del raid, effettuato il 2 maggio, non era però un impianto siriano di armi chimiche; l’attacco è avvenuto dopo che il gabinetto di sicurezza del primo ministro Benjamin Netanyahu aveva approvato in una riunione segreta nella notte tra il 2 e il 3 maggio. La statunitense Cnn ha citato anonimi funzionari Usa per dire che l’attacco era stato condotto «tra il 2 e il 3 maggio» e che i suoi jet non erano entrati nello spazio aereo siriano.

L’aviazione israeliana ha in dotazione bombe “Standoff” che possono viaggiare per decine di chilometri verso i loro obiettivi, una volta lanciati. Queste bombe potrebbero, in teoria, permettere a Israele di attaccare la Siria dal proprio territorio o dal Libano.

Le autorità libanesi, infatti, hanno riferito di una insolita intensa attività dell’aviazione israeliana sul loro territorio proprio tra il 2 e il 3 maggio.

Per la sicurezza libanese, i sorvoli israeliani servivano per monitorare spedizioni di armi tra Siria e Libano, potenzialmente verso Hezbollah, organizzazione sciita alleata dell’Iran e di Assad. Fonti del governo siriano hanno però negato di aver subìto un attacco, mentre l’Esercito libero siriano ha dichiarato che c’era stato un attacco israeliano contro un convoglio che stava trasferendo i missili a Hezbollah.

Nel gennaio del 2013, Israele aveva già bombardato un convoglio in Siria, per distruggere armi destinate a Hezbollah, secondo fonti diplomatiche. Israele, però, non ha formalmente confermato l’attacco.

Ad oggi, Israele rimane tecnicamente in stato di guerra con la Siria. 

Le preoccupazioni israeliane sono aumentate da quando formazioni legate ad al-Qaeda hanno assunto un ruolo di primo piano nell’insurrezione armata contro Assad. Gli israeliani ritengono che un insorgente su 10 sia un jihadista che potrebbe lanciarsi contro di loro dopo la sconfitta di Assad. Temono inoltre che Hezbollah possa ottenere l’arsenale chimico e avanzate di Damasco.