#ISRAELIRANWAR.Di nuovo stallo nei negoziati Beirut – Tel Aviv, rase al suolo intere cittadine. A Theran delegazione pakistana per colloqui. Cisgiordania settentrionale: Israele occupa e rade al suolo interi quartieri e insediamenti

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Trump chiede un risarcimento all’Iran dopo che l’Iran ha chiesto un risarcimento agli Stati Uniti. Nulla di fatto ancora sugli accordi di pace tra Stati Uniti e Iran e sull’apertura dello stretto di Hormuz. Trump continua ad affermare che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz: “Lo controlliamo al 100%. Possono creare qualche problema? Sì. Ma non hanno i soldi; non pagano i loro soldati.”

A seguito del recente accordo tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan si è giunti formare tre triangoli di nuove alleanze strategiche tra Medio Oriente e Asia Occidentale: Turchia – Pakistan – Arabia Saudita: un’alleanza sunnita; Iran – Yemen – Libano: un’alleanza sciita; Israele- Azerbaigian – Emirati Arabi Uniti: un’alleanza pro Israele. Alleanze che rischiano noi portare a una escalation nell’area che può durare anni se non si corre subito ai ripari. 

Haaretz ha riportato che Israele sta trattenendo i corpi di 1.700 palestinesi, e il capo dello Shin Bet è tra coloro che si oppongono al loro rilascio, sostenendo che potrebbero essere necessari per futuri negoziati. La maggior parte dei corpi appartiene a palestinesi della Striscia di Gaza, oltre a quelli di 13 prigionieri provenienti dai territori israeliani.

Organizzazioni palestinesi, tra cui JLAC e la Campagna Nazionale per il Recupero dei Corpi dei palestinesi, affermano che la giustificazione ufficiale di Israele per l’utilizzo dei corpi come merce di scambio per ottenere il ritorno dei soldati israeliani è venuta meno dopo il ritorno dei prigionieri ancora in vita e dei resti dei soldati israeliani. Affermano che continuare a trattenere i corpi è diventata una forma di punizione collettiva e di rappresaglia che infligge ulteriore sofferenza alle famiglie.

Le IDF in un comunicato hanno fatto sapere che: “le forze della 99ª Divisione sono riuscite a identificare un cecchino appartenente all’organizzazione Hamas, che rappresentava una minaccia diretta, vicino all’area della “Linea Gialla” dove sono schierate le forze dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza settentrionale. Subito dopo aver identificato il cecchino, le forze hanno aperto il fuoco contro di lui con l’obiettivo di eliminare la minaccia, e ne è stato confermato il ferimento”

Alta tensione sempre tra Libano e Israele.Il Libano teme che il processo negoziale possa protrarsi indefinitamente, senza un calendario chiaro o scadenze prestabilite. Secondo Ad-Diyar, Beirut teme che un simile scenario consentirebbe agli israeliani di guadagnare ulteriore tempo per rafforzare il loro controllo su diversi punti strategici. Le autorità libanesi, pertanto, cercano di collegare strettamente i progressi del processo diplomatico ai miglioramenti sul campo.

Secondo la testata, “il rifiuto di Israele di espandere le ‘zone pilota’, in particolare, è giustificato dalla necessità di completare i controlli e le ispezioni di sicurezza nelle zone iniziali (dalle quali non si sono ancora ritirati). Tuttavia, dal punto di vista libanese, questa posizione viene percepita come un modo per limitare la libertà di manovra dell’esercito libanese e ritardare l’espansione del controllo statale su queste zone.

La radiotelevisione pubblica israeliana afferma che il Libano si rifiuta di avviare a breve i negoziati per protestare contro la mancata estensione delle aree di ritiro israeliano. La radiotelevisione pubblica israeliana, citando fonti, riporta inoltre che la fissazione della data per il prossimo round di negoziati con il Libano è stata ritardata a causa delle tensioni tra le due parti.

Ad-Diyar: “La parte libanese ha informato Washington che, prima del prossimo round, desidera garanzie dalla parte israeliana per la cessazione di tutte le attività di demolizione e brillamento, insieme all’impegno di estendere le “aree pilota” includendo altre due aree modello, una delle quali è Bint Jbeil”.

In SIria emessa una condanna a morte dal tribunale per Bashar al-Assad, suo fratello Maher al-Assad e suo cugino Assad Najib Atif.L’amministrazione Trump ha mediato un accordo tra Israele, Siria e l’AIEA volto allo smantellamento del “Sito 99”, che ospita materiale nucleare, secondo quanto riportato da Axios, citando alcune fonti. La struttura conterrebbe materiale nucleare proveniente dal progetto del reattore nucleare di Al-Kibar. Il materiale siriano contiene yellowcake, una polvere di minerale di uranio che, dopo il riprocessamento, può essere utilizzata per l’arricchimento nel ciclo del combustibile nucleare. Secondo fonti di Axios, rappresentano una minaccia in quanto componenti di una “bomba sporca”.

Il Ministero degli Esteri russo: “La firma di un memorandum d’intesa con la Siria riguardo alle nostre basi di Hmeimim e Tartus è un passo importante nella cooperazione militare. Il raggiungimento di un accordo sulle basi russe in Siria darà ulteriore impulso allo sviluppo delle relazioni con Damasco”.

Nuove immagini satellitari mostrano che, in seguito all’attacco con droni yemeniti alla raffineria di petrolio di Jizan, nel sud dell’Arabia Saudita, avvenuto il 5 agosto, un altro grande serbatoio di stoccaggio di petrolio è stato preso di mira e ha preso fuoco. 15 petroliere saudite stanno tornando nel Golfo Persico per caricare altro petrolio dopo aver completato i loro viaggi in Asia orientale. Le relazioni tra Iran e Arabia Saudita stanno per essere messe alla prova, poiché probabilmente tenteranno di entrare nel Golfo Persico con l’aiuto americano utilizzando la rotta meridionale/omanita.

Khamenei ha ufficialmente nominato Ahmad Vahidi comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e Ali Ozmei comandante della marina dell’IRGC. Hussein Taaba, ex capo dell’intelligence dell’IRGC, è stato nominato comandante dei Basij. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è congratulato con il generale Ali Abdollahi e il generale Kioumars Heidari per le loro nomine a comandante e vicecomandante dello Stato Maggiore delle Forze Armate, sottolineando la necessità di rafforzare il coordinamento, la preparazione e le capacità di difesa del Paese.

In messaggi separati, Pezeshkian ha affermato che la vasta esperienza di comando di entrambi i comandanti militari fornirà una base importante per lo svolgimento delle loro nuove responsabilità.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha avuto una telefonata con il suo omologo tedesco, Johann David Wadephul: “L’instabilità che si è creata nello Stretto di Hormuz è esclusivamente il risultato dell’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime israeliano contro l’Iran, e il mondo deve ritenere l’élite al potere negli Stati Uniti responsabile delle conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz, sia in termini di sicurezza che economici”.

Il Ministero degli Esteri iraniano propone un modo per verificare la nuova alleanza tra Turchia, Pakistan e Arabia Saudita.

In Iran nella giornata dell’11 agosto è arrivato il Ministro degli Interni pakistano il senatore Syed Mohsin Raza Naqvi. Durante la sua visita, il Ministro degli Interni pakistano ha incontrato funzionari iraniani per discutere di questioni bilaterali e di interesse comune. Il mese scorso, Naqvi ha ospitato a Islamabad il suo omologo iraniano, Eskandar Momeni.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 15:30 dell’11 maggio. Gli americani continuano a ridurre il numero di aerei cisterna basati all’aeroporto Ben Gurion siamo molto vicino ali livelli del cessate il fuoco. Secondo i dati diffusi dal CENTCOM il 9 agosto, le forze statunitensi hanno dirottato 55 navi mercantili, effettuato ispezioni a bordo di due imbarcazioni per verificarne la conformità e messo fuori uso due navi che non si sono conformate. 

​​Il gruppo “Ansar Allah” ha attaccato una nave mercantile saudita nello Stretto di Bab el-Mandeb. Mercenari sauditi in Yemen: “4 marinai uccisi e 4 feriti in un attacco di Ansar Allah contro una nave mercantile a Bab al-Mandab” .Le forze IDF hanno aperto il fuoco verso le zone orientali della città di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale nella notte del 10 agosto.


Continuano le razzie e distruzioni delle case dei palestinesi in Cisgiordania: attaccata Burqa, a nord-ovest di Nablus, nella Cisgiordania settentrionale: via Al-Wad nella città di Qalqilya, nella Cisgiordania settentrionale. Coloni israeliani estremisti hanno attaccato la comunità palestinese di Ka’abneh, a est del villaggio di Al-Taybeh, a est di Ramallah, aggredendo residenti e attivisti solidali. AI giornalisti è impedito entrare nelle aree a sud-ovest di Nablus, nella Cisgiordania settentrionale dove stanno avvenendo le razzie e demolizioni delle case dei palestinesi. L’11 agosto assaltato da forze israeliane il villaggio di Kafr Qud, a nord-ovest di Jenin. Registrata irruzione una casa a Kfaret, a ovest di Jenin. Ancora arresti a Qalqilya, nella Cisgiordania settentrionale. Assalto alla città di Tamoun, a sud di Tubas. Vengono sistematicamente bloccate le ambulanze che vengono chiamate per prestare soccorso ai feriti. Assaltata ancora Al-Mughayir, a nord-est di Ramallah, Cisgiordania. Continuano anche le distruzioni indiscriminate in Cisgiordania con il pretesto che le abitazioni sono senza permesso edile israeliano. Macchine da demolizione israeliane fanno irruzione nel villaggio di Al-Zuweidin, a sud di Hebron, in Cisgiordania, per effettuare delle demolizioni.

Non va meglio in Libano sud. Un drone israeliano ha sganciato due bombe sonore alla periferia di Kafra. Sorvoli intensi di droni israeliani su Beirut e i suoi sobborghi. Bombardamento di artiglieria israeliana contro Al-Mansouri. Sganciato materiale esplosivo su Ali Al-Taher. Esplosione registrato tra Al-Taybeh e Deir Seryan. Esplosione registrata alla periferia di Al-Mansouri e bombardamenti di artiglieria. Ancora esplosioni a: Houla in direzione di Markaba. Due raid aerei su Al-Mansouri. Bombardamento di artiglieria israeliana contro la periferia di Zawtar al-Sharqiya. Un drone israeliano ha preso di mira un’auto alla periferia di Nabatieh, nel Libano meridionale.

Disordini e proteste su larga scala sono scoppiati nelle aree a maggioranza curda della Siria nord-orientale in seguito agli attacchi contro i civili curdi sfollati che facevano ritorno a Serekaniye (Ras al-Ayn). A Kobane, i manifestanti hanno preso d’assalto la sede dell’amministrazione locale associata ad Ahmed al-Sharaa (Julani), e grandi manifestazioni si sono svolte anche a Qamishli e lungo l’autostrada M4 vicino a Tel Tamer. Le proteste sono seguite alle notizie di attacchi contro i civili nel primo convoglio di famiglie sfollate che facevano ritorno a Serekaniye, perpetrati dall’Esercito Nazionale Siriano, sostenuto dalla Turchia.

La resistenza siriana annuncia un attacco missilistico contro una posizione israeliana a Daraa. Annunciamo l’attacco alla base israeliana nella periferia occidentale di Daraa, con un colpo preciso.

Danni causati dall’attacco iraniano alle basi separatiste di Erbil nell giornata dell’11 agosto. 

Le forze yemenite hanno lanciato attacchi con missili balistici e droni contro le forze separatiste supportate dall’Arabia Saudita per tre notti consecutive. La petroliera saudita attaccata ieri dallo Yemen era scortata da due fregate italiane. Le forze yemenite hanno attaccato utilizzando missili.

Si è appreso che l’attacco del 9 agosto tre esplosioni sono state udite a sud di Hodeidah, a seguito di un attacco Houthio contro mercenari sostenuti dall’Arabia Saudita. Secondo i mercenari yemeniti fedeli all’Arabia Saudita: il porto di Mocha è stato preso di mira dagli Houthi con oltre 20 droni. L’Arabia Saudita ha lanciato due attacchi con droni contro le stesse posizioni degli Houthi di due giorni fa a Wadi al-Mashawwat, nel distretto di Ghumar, nella regione di Sa’da, roccaforte di Ansarullah nel nord dello Yemen.

L’11 agosto registrato attacco di un elicottero statunitense contro una nave battente bandiera panamense nello Stretto di Hormuz. Il Wall Street Journal ha riportato: Le forze statunitensi hanno attaccato la nave battente bandiera panamense “Villa Nova” nello Stretto di Hormuz utilizzando un elicottero. Tutti i 17 membri dell’equipaggio sono sani e salvi.

Secondo Canale 15 israeliano: “Ogni notte, gli iraniani lanciano da due a cinque droni contro le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. L’amministrazione statunitense ha mantenuto il silenzio assoluto sull’attacco con droni che ha preso di mira la base americana in Kuwait la scorsa settimana. Ciò indica un modus operandi deliberato, in cui gli attacchi non vengono resi pubblici per evitare un’escalation”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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