Account bloccati in Crimea

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RUSSIA – Mosca 26/01/2015. Il sistema AdSense di Google ha notificato a tutti gli utenti commerciali residenti in Crimea che i loro account sarebbero stati bloccati dal 23 gennaio.

Google ha inoltre notificato ai suoi partner in Crimea che la società non sarebbe stata in grado di restituire il denaro dai conti degli utenti bloccati. Tuttavia, in un’altra lettera inviata successivamente da Google agli utenti AdSense ha smentito questo fatto, dicendo che la società avrebbe rimborsare tutte le somme superiori a 10 dollari.
In precedenza, sempre il 23 gennaio, il sistema di pagamento digitale statunitense PayPal ha notificato ai clienti in Crimea che la fornitura di servizi ai residenti della penisola avrebbe potuto essere interrotta. All’inizio della settimana scorsa, la Apple aveva informato gli sviluppatori e le aziende registrate in Crimea che non potevano più collocare i propri prodotti sul servizio AppStore, e-commerce che vende i programmi per iPhone e iPad. Apple ha anche vietato a tutti i suoi rivenditori autorizzati di vendere i prodotti della società in Crimea dal 1° febbraio. Già nel dicembre 2014, MasterCard e Visa hanno sospeso i servizi alle banche della Crimea. Le società statunitensi hanno cessato le attività di business nella penisola a seguito di un ordine emesso dal presidente Barack Obama il 19 dicembre 2014. Secondo quest’ordine, le aziende statunitensi devono interrompere la fornitura di prodotti alla Crimea dal 1 febbraio 2015.