Aiuti USA al Pakistan con più controlli

85

PAKISTAN – Islamabad 22/05/2016. La Camera dei Rappresentanti Usa il ​​19 maggio ha votato a favore di un disegno di legge sulla Difesa che aumenta le restrizioni in materia di aiuti militari al Pakistan a meno che non siano soddisfatte certe condizioni.

Si tratta di un valore di 450 milioni di dollari sottoposti a severi requisiti di certificazione che hanno scatenato le ire del Pakistan che haribadito la sua sincerità nella lotta contro il terrorismo. Il voto esprime la frustrazione per l’incapacità di Islamabad di reprimere la rete Haqqani, che i legislatori Usa vedono come una grave minaccia per le forze Usa in Afghanistan. Il disegno di legge prevede che il Pentagono debba certificare che il Pakistan sta conducendo operazioni militari per spezzare la rete Haqqani, evitare che venga usato il Nord Waziristan come un suo rifugio sicuro e che si sta coordinando attivamente con il governo afgano nella lotta contro la rete lungo il confine comune, riporta l’agenzia pakistana Dawn. Secondo un servizio di Tolo News, il portavoce del ministero degli Affari Esteri del Pakistan, Nafees Zikria, ha detto che il suo paese combatte il terrorismo senza discriminazioni: «Il Pakistan non risparmia gli sforzi nella lotta contro i terroristi e la sua sincerità in questo senso non dovrebbe essere messa in dubbio. Abbiamo agito contro tutti i gruppi terroristici allo stesso modo», ha detto. «Abbiamo più volte detto che mettere in dubbio il Pakistan non è solo un errore ma aiuterà coloro che non sono disposti a unirsi nel processo di pace in Afghanistan», ha aggiunto. Nel frattempo, il vice portavoce del presidente afgano, Ashraf Ghani, Dawa Khan Menapal, ancora una volta ha invitato il Pakistan ad agire contro i terroristi allo stesso modo: «La richiesta del governo afgano al Pakistan è che dovrebbe agire contro i nemici del popolo afgano perché così agisce contro i propri nemici», ha aggiunto. Gli analisti sentiti dall’afgana Tolo News confermano però la scarsa incisività di Islamabad, che non avrebbe chiuso le madrasse compromesse, veri centri di formazione dei terroristi, sosterrebbe ancora le rete di Haqqani e dei gruppi e dei leader che sono contro il governo afgano, presenti in Pakistan.