
Entro la fine di quest’anno il governo giapponese rivedrà i suoi tre principali documenti sulla sicurezza nazionale, spinto in parte dai cambiamenti fondamentali sul campo di battaglia introdotti da tecnologie come i droni e l’intelligenza artificiale.
Spinto dai rapidi mutamenti della guerra moderna, il governo del Primo Ministro Sanae Takaichi sta accelerando la revisione dei tre documenti chiave sulla sicurezza nazionale del Giappone, che saranno pubblicati entro la fine del 2026, con l’obiettivo di integrare in modo deciso i sistemi senza pilota, l’intelligenza artificiale e le opzioni di contrattacco ampliate, riporta Nikkei.
I tre documenti di sicurezza che il governo intende rivedere sono la Strategia di sicurezza nazionale, la Strategia di difesa nazionale e il Programma di potenziamento della difesa.
Le aree principali della revisione riguardano le nuove forme di guerra e le loro contromisure: si parte dall’integrazione degli insegnamenti tratti dai recenti conflitti in merito al predominio tattico di droni a basso costo, per arrivare ai sistemi autonomi e alle reti di comando basate sull’intelligenza artificiale.
DI fatto occorre mixare capacità e bilancio; il governo intende accelerare i tempi per l’espansione degli arsenali missilistici a lungo raggio, accelerare l’introduzione di droni d’attacco e garantire un bilancio della difesa pari al 2% del PIL. Il governo Takaichi punta su un adeguato supporto industriale e sulla nuova intelligence nipponica per promuovere le startup nazionali nel settore della difesa e rafforzare la centralizzazione dell’intelligence attraverso riforme strutturali ulteriori.
Presentato ai primi di agosto, il Libro bianco sulla difesa del Giappone per il 2026 sottolinea l’importanza di rafforzare le basi produttive e tecnologiche della difesa per poter rispondere alle “nuove forme di guerra” che coinvolgono l’intelligenza artificiale e i droni. Presenta una nuova sezione sulle più recenti tecnologie militari, tra cui i droni a basso costo, sempre più utilizzati nei conflitti in Ucraina e altrove, riporta NHK.
Il Libro bianco afferma che diversi paesi stanno intensificando gli sforzi per garantire la capacità di combattere per periodi prolungati e che stanno applicando attivamente l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e altre tecnologie avanzate alla sicurezza nazionale; rileva che il Giappone vuole incoraggiare un maggior numero di startup a entrare nel settore della difesa. Tokyo intende promuovere strategicamente il trasferimento all’estero di equipaggiamenti per la difesa, poiché il governo ha già allentato le restrizioni che consentono, in linea di principio, l’esportazione di armi letali.
Per quanto riguarda la Cina, il libro bianco sottolinea che Pechino sta potenziando rapidamente e in modo massiccio le proprie capacità militari, sia in termini quantitativi che qualitativi. Il documento afferma che ciò rappresenta una seria preoccupazione per il Giappone e la comunità internazionale e costituisce una sfida strategica senza precedenti e di grande portata.
Inoltre, il Documento definisce il coordinamento strategico tra Cina e Russia una grave fonte di preoccupazione. Afferma inoltre che la crescente cooperazione militare tra Corea del Nord e Russia dovrebbe destare preoccupazione. Il documento conclude affermando che tali mosse devono essere attentamente monitorate.
Pressoché immediate le reazioni di Pechino. Il Global Times, in un editoriale, ribatte definendo rischiare la sicurezza dell’area pacifica tutti i passi di Tokyo: “Considerati insieme alle mosse compiute dal Giappone negli ultimi anni per aumentare drasticamente la spesa per la difesa, eliminare le restrizioni sull’esportazione di armi letali, istituire un centro di comando e intelligence centralizzato e rafforzare la sua capacità di operazioni militari prolungate, questi sviluppi dimostrano che la politica di sicurezza giapponese sta subendo un drastico cambiamento. Tokyo sembra intenzionata a liberarsi completamente dai vincoli della costituzione pacifista del dopoguerra e a costruire un “sistema militare nazionale orientato al combattimento”. Tali mosse minacciano seriamente l’ordine internazionale del dopoguerra e comportano molteplici violazioni del diritto internazionale e nazionale.
Anche il PLA,si è fatto sentire attraverso il suo organo ufficiale, China Military Review: “La storia offre un severo monito. Un Paese che un tempo ha intrapreso guerre di aggressione militarista sta ora perseguendo con tenacia la rimilitarizzazione in nome della “difesa”, pur non avendo mai fatto pienamente i conti con la propria storia e nonostante le sue forze di destra continuino a cercare ogni mezzo possibile per negare o addirittura minimizzare le sue guerre di aggressione. Questa è una sfida aperta ai frutti della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Di fronte ai tentativi della destra giapponese di riportare indietro le lancette dell’orologio della storia, tutte le forze amanti della pace devono rimanere estremamente vigili e opporsi fermamente a tali mosse, esortando le autorità giapponesi a rispettare i propri obblighi legali e la Costituzione pacifista, a porre fine alle avventure militari che violano il quadro del dopoguerra e ad adempiere sinceramente ai propri obblighi internazionali. Qualsiasi tentativo sconsiderato di tornare sulla via del militarismo non farebbe altro che portare gravi disastri al Giappone stesso e alla regione Asia-Pacifico”.
Antonio Albanese
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










