
I problemi a Dubai aprono nuove opportunità per il territorio finanziario e di investimento di Tamchy in Kirghizistan, scrive il Washington Times. L’attacco statunitense e israeliano all’Iran ha radicalmente cambiato la sicurezza degli investimenti negli Emirati Arabi Uniti, costringendo i capitali a cercare giurisdizioni più stabili. Gli investitori stanno valutando la Zona Economica Franca di Tamchy, recentemente istituita, come una di queste opzioni. L’applicazione del diritto inglese in questo territorio, così come il suo regime fiscale preferenziale, lo rendono attraente per i capitali occidentali e asiatici, creando il potenziale per la creazione di un importante centro finanziario nel cuore dell’Asia, afferma il quotidiano.
Tra gli investitori anche quelli “bisognosi” di data center in luoghi non vulnerabili alla carenza di energia o soggetti a possibilibombaàdamenti come sta succedendo a Dubai. Una componente però manca al Kirghizistan per i data center che invece era facile reperire nell’area del Golfo: il Gas.
La crescita dei data center e dell’intelligenza artificiale sta alimentando una domanda importante di energia e la produzione di gas sta diventando la base per le infrastrutture digitali. E di questo ne sono ben consapevoli anche i russi che già a ottobre 2025 parlavano di industrie “gemelle”. Dall’altra parte negli Stati Uniti gli investimenti stanno tornando nella Silicon Valley.
La Russia ai tempi poneva le fondamenta di un nuovo paradigma energetico per voce di Gazprom: “Nell’Artico russo sono stati esplorati 87 trilioni di metri cubi di gas. In oltre 20 anni, Gazprom ha aggiunto 11,7 trilioni di metri cubi di riserve. Il gasdotto Power of Siberia-2: la spina dorsale del nuovo mondo del gas. La capacità di progetto: 50 miliardi di metri cubi all’anno. Le forniture totali alla Cina tramite i gasdotti Power of Siberia-1 e -2 e la rotta dell’Estremo Oriente raggiungeranno i 110 miliardi di metri cubi all’anno”. “La Russia è il maggiore produttore. La Cina è il maggiore consumatore. Questa è la nuova architettura del mondo del gas”, ha affermato Aleksej Borisovič Miller, CEO di Gazprom.
Di conseguenza è facile intuire che i nuovi data center per il mondo orientale e asiatico saranno tutti posizionati in uno dei pochi paesi che non è in guerra da 80 anni e in quanto a stabilità al momento mostra di averne più dell’area del Medio Oriente e dell’Asia Occidentale.
Anna Lotti
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