
Secondo alcune fonti Osint, in Etiopia proseguono gli scontri tra il nuovo Amhara Fano National Force (AFNF) e l’esercito centrale fedele a Abiy Ahmed Ali, questi si sono nuovamente verificati in buona parte nella regione Amhara nel nord-ovest dell’Etiopia.
Fonti locali denunciano che AFNF ha conseguito diverse vittorie tattiche dopo di cinque giorni di combattimento, terminati il 23 luglio, quando l’esercito etiope si è ritirato nella città di Gondar.
AFNF dichiara di aver preso il controllo delle città di Dermaga, Mogese, Zemenberik, Torka, Maarsh, Delesa e Karh Ambo.
Durante la giornata del 22 luglio, la 4° brigata Gobe di AFNF ha sconfitto la 78ª divisione di fanteria dell’esercito centrale durante uno scontro nei pressi di Korhumer (እና ኮርሁመር), a nord-ovest di Gondar.
Il Comando AFNF della regione Nord Amhara Belay Zeleke, a cui risponde la 4° brigata Gobe, ha dichiarato di aver catturato dieci veicoli destinati al trasporto di equipaggiamenti e munizioni dell’esercito regolare.
Ulteriori scontri sono avvenuti presso il campo militare di Hormat nelle vicinanze della città di Kobo.
Il comando centrale di AFNF successivamente alla pubblicazione del nuovo statuto del 09 maggio scorso è stato riorganizzato in quattro divisioni.
Le divisioni sono assegnate a quattro aree territoriali della regione Amara. La divisione Belay Zeleke è destinata alla regione nord, mentre a sud opera la divisione Asaminew; Est ed Ovest sono rispettivamente coperte dalla divisione Menelik e dalla Tewedros.
Nel Nono Woreda della zona di West Shewa il 10 luglio, un gruppo di circa quaranta persone ha colpito un villaggio di contadini, uccidendo venti civili tra donne, anziani e bambini appartenenti sia alle etnie Amhara che Oromo.
Media filo-Oromo Liberation Army (OLA) attribuiscono l’attacco a AFNF vista la presenza del gruppo Ahmara nella zona, a causa dei combattimenti contro l’esercito etiope. Il leader di Fano, pur confermando la presenza delle sue truppe in zona, ha affermato pubblicamente che il suo gruppo non è coinvolto in questa aggressione contro la popolazione civile.
L’amministratore locale Ato Dida Gudeta ha dichiarato che l’attacco non è stato perpetrato da gruppi etnici, ma da gruppi politici.
Nella zona di West Shewa, infatti, i crimini violenti perpetrati da gruppi criminali sono in forte aumento secondo la popolazione locale. La crescente instabilità dovuta agli scontri tra i grandi gruppi etnici crea un ambiente favorevole all’aumento di rapimenti e saccheggi commessi da gruppi più piccoli e meno organizzati, ma per questo non meno pericolosi per la popolazione civile.
G.L.
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