Yerevan: non solo Unione doganale

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ARMENIA – Yerevan. 25/09/13. Gli analisti politici armeni hanno bocciato l’ingresso dell’Armenia nell’Unione Doganale. Secondo gli esperti infatti, l’impatto di un possibile ingresso nell’Unione doganale dell’Armenia non è di certo redditizio.

La Russia avrebbe costretto l’Armenia a siglare l’accordo. La dichiarazioni d’intenti dell’Armenia per entrare nell’unione doganale (CU) di Russia, Bielorussia e Kazakistan è stata fatta il 3 settembre a Mosca. Il Partito repubblicano armeno ha appoggiato la decisione del presidente, mentre a Yerevan la popolazione scendeva in piazza contro l’accordo. Il timore della gente, che è anche quello di alcuni analisti, è che economicamente l’accordo sia svantaggioso. Il punto debole dell’Armenia, secondo gli esperti, è che ha forti problemi di sicurezza interna, e la Russia in cambio della sigla dell’Accordo ha offerto protezione. 

Secondo l’esperto del Centro Armeno per politici e Studi Internazionali Ruben Mehrabian «non possiamo ignorare il fatto che in Armenia vi è una forte società civile che è ostile a un accordo umiliante per il paese, che potrebbe provocare gravi proteste», font Caucasian Knot. E poi nella stessa intervista ha detto che a suo parere, né economicamente, né a livello di sicurezza l’Unione doganale, può avere un impatto positivo su Armenia, e la decisione stessa è «un prodotto di ricatto da parte della Russia». «Non è un segreto che l’Armenia ha un problema di sicurezza, e la Russia, capitalizzando su questo tema, ha imposto l’Accordo, ignorando la dignità e gli interessi propri, per così dire, un alleato strategico. Ciò significa che la Russia per l’Armenia non è il garante della sicurezza, e la prima minaccia per lei» ha chiosato Ruben Mehrabian.

Diversa la posizione di Sergei Shakaryants secondo cui è troppo presto per prendere in considerazione l’applicazione di tale Accordo che è solo in bozza. Secondo lui, tutto dipende dalla situazione prevalente nei negoziati all’interno dell’Unione doganale e quelli con l’Unione europea. «Le prime stime, possono essere date solo dopo il vertice di novembre del partenariato orientale a Vilnius» ha sottolineato l’esperto.

Tra i dati non trascurabili, per la sigla definitiva dell’Armenia all’Unione doganale, vi è quello di considerare l’economia del Nagorno-Karabakh. 

Un altro problema che non può essere dimenticato in seno ai negoziati è quello: «delle imposte, rigorose o no,  doganali al confine con l’Iran e, soprattutto, al confine tra Armenia e Karabakh», una avvertimento lanciato anche dall’Unione Europea è proprio quello di tenere in ampia considerazione il rapporto con l’Iran.