YEMEN. Gli Houthi bloccano Israele per mare e per terra

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Channel 12 commenta le minacce Houthi: “Il ritorno dell’embargo yemenita solleva preoccupazioni tra gli uomini d’affari e finanziari in Israele”. ”Enormi perdite attendono gli ‘israeliani’ in seguito all’annuncio del comandante Abdul-Malik al-Houthi della ripresa delle operazioni navali.”

A preoccupare inoltre secondo gli analisti della rete interessati al Medio Oriente il fatto che Abdul Malik Al Houthi abbia parlato nel suo discorso del rapporto della Banca Mondiale citando i percorsi terrestri dei paesi arabi per sostenere Israele. Secondo tali fonti: “Malik Al Houthi, non ha fatto solo un’osservazione fugace, ma piuttosto l’ha collocata in un contesto più ampio che va oltre l’analisi politica fino alla preparazione militare e forse aprendo la strada a una nuova fase nell’equazione della deterrenza, in cui il sostegno indiretto a Israele non avviene più senza un prezzo”.

Al-Houthi sostanzialmente non ha menzionato questi dettagli come questione di documentazione o per mettere in imbarazzo i regimi arabi coinvolti, ma piuttosto per mettere ognuno di fronte alle proprie responsabilità in questa guerra indicandoli come possibili bersagli. Si legge: “Quando un leader militare di questo peso fa un chiaro riferimento a questa collusione araba, in realtà sta fissando una nuova serie di bersagli che può andare oltre la strategia marittima per prendere di mira le rotte di rifornimento del nemico attraverso la terra. Il messaggio è chiaro: ‘Se credi che aggirare i corridoi terrestri ti proteggerà dall’embargo navale, allora Sana’a è in grado di agire secondo nuove regole di ingaggio’”.

Al-Houthi non ha definito esplicitamente questo fronte di terra, ma vi ha fatto riferimento implicitamente, utilizzando un metodo ben noto nella guerra psicologica e nella preparazione militare. Mantenere la situazione nella zona grigia dà a Sanaa la libertà di muoversi secondo i tempi appropriati e mette i suoi avversari in uno stato di costante ansia, chiedendosi: questi percorsi saranno un obiettivo nei prossimi giorni? I loro sistemi riusciranno a difenderlo se i droni yemeniti si trasformassero in strumenti per imporre una nuova equazione?. Il primo obiettivo del discorso di al Houthi è stato raggiunto.

Emergono dunque due scenari principali: “Il primo consiste in attacchi limitati per avvertire gli oppositori, prendendo di mira alcuni camion o magazzini in punti specifici, proprio come ha fatto la resistenza irachena contro i convogli americani di supporto logistico, che invieranno un chiaro messaggio che Sanaa sta monitorando questi movimenti e ha la capacità di agire quando vuole”.

Il secondo scenario: “è un’escalation più ampia attraverso attacchi specifici contro porti alternativi o importanti punti di raccolta utilizzati per trasportare forniture a Israele, che porterà all’imposizione di una nuova equazione che confonde il trasporto commerciale e aumenta il costo della collusione con il nemico, sia sul piano economico che su quello della sicurezza”.

Questa opzione, sebbene pratica da un punto di vista militare, comporta dimensioni politiche complesse, perché prendere di mira questi percorsi significa entrare in uno scontro con i regimi del Golfo che stanno cercando di mantenersi al di fuori dei calcoli militari diretti. Ma Sanaa ha già dimostrato in precedenza di non esitare ad alzare il livello dello scontro.

Antonio Albanese

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