Assange: «10, 100, 1000 Manning!»

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USA – Washington 23/08/2013. La vicenda Wikileaks giunge ad una prima conclusione.

Bradley Manning, il soldato degli Stati Uniti che ha fatto trapelare documenti classificati a Wikileaks, è stato condannato il 21 agosto da un tribunale militare a 35 anni di carcere militare. La pena sarà scontata con molta probabilità a Fort Leavenworth, nel Kansas. Manning è stato anche degradato al grado più basso possibile nell’esercito ed è stato congedato con disonore.  

L’accusa aveva chiesto una condanna a 60 anni, ma era chiaro che Manning difficilmente avrebbe ricevuto una condanna non inferiore ai 20 anni, ma certamente non 60, visti i crimini di cui si era dichiarato colpevole. Manning ha già trascorso tre anni in carcere, che valgono per la condanna inflittaglii. Potrà beneficiare della libertà vigilata dopo 10 anni dalla condanna. Nel frattempo, l’avvocato di Manning ha detto in conferenza stampa che il soldato chiederà formalmente la grazia al presidente Obama. La Casa Bianca ha già fatto sapere che la domanda di Manning non riceverà alcun trattamento preferenziale. Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, ha definito una «vittoria tattica» la condanna di Manning. Assange poi ne ha chiesto il rilascio, il risarcimento per la sua incarcerazione, e un’indagine governativa, e ha sostenuto che il trattamento riservato a Manning dal governo americano incoraggerà una maggiore fuoriuscita di informazioni classificate, dicendo che «ci saranno altri mille Bradley Manning».