WARGAMING. Corea, Europa e Indo-Pacifico: è Guerra senza Confini in Modern Warfare 4

91

La società statunitense ActiVision ha lanciato il nuovo e atteso videogioco Call of Duty: Modern Warfare 4, che uscirà il prossimo 23 ottobre. Nella penisola coreana scoppia una guerra quando la Corea del Nord, guidata da un nuovo leader, lancia un’invasione su vasta scala che minaccia di destabilizzare il mondo. Un giovane squadrone di soldati sudcoreani combatte per sopravvivere in prima linea, mentre dall’altra parte del mondo il capitano britannico Price conduce una guerra personale nell’ombra. Quando la sua missione non ufficiale si scontra con le forze dietro l’invasione, la guerra si diffonde oltre il controllo di chiunque. Una domanda sorge spontanea: perché nel 2026 uno dei più grandi prodotti dell’intrattenimento occidentale immagina una guerra in Corea e un protagonista britannico coinvolto nel Pacifico? La scelta degli sceneggiatori non nasce nel vuoto. Riflette una trasformazione più ampia del dibattito strategico occidentale, all’interno del quale la sicurezza dell’Europa e quella dell’Indo-Pacifico vengono sempre più spesso considerate “inextricably linked”.

In sede Nato e nelle principali capitali europee si è progressivamente affermata una convinzione condivisa: la sicurezza dell’area euro-atlantica e quella dell’Indo-Pacifico sono ormai strettamente interconnesse. Questa visione si basa su una realtà sempre più evidente. Lo sforzo bellico russo in Ucraina beneficia del sostegno di componenti tecnologici provenienti dalla Cina e di munizioni fornite dalla Corea del Nord; in cambio, Mosca trasferisce competenze e tecnologie che potrebbero contribuire al rafforzamento dei programmi missilistici di Pyongyang. I due teatri strategici non possono più essere considerati separati, poiché le dinamiche di sicurezza che li caratterizzano si influenzano reciprocamente.

La campagna di Modern Warfare 4 porta i giocatori in una guerra di trincea in Corea, in combattimenti ravvicinati a New York, in inseguimenti adrenalinici per le strade di Parigi, in incursioni notturne del SAS a Mumbai e in assalti a tutta la città per riconquistare il territorio occupato. Modern Warfare 4 è l’esempio lampante di un’escalation contemporanea: l’incapacità di contenere la crescita di una crisi che coinvolge rapidamente la catena delle alleanze. Una guerra convenzionale si traduce inevitabilmente in una crisi globale trainata da interdipendenze economiche, militari e geopolitiche. Non sono luoghi scelti a caso. La campagna sembra costruita come una mappa delle connessioni globali. La Corea rappresenta il fronte militare principale. New York rappresenta il centro politico-finanziario occidentale. Parigi richiama il ruolo della Francia come principale potenza militare dell’Unione Europea e attore sempre più presente nell’Indo-Pacifico. Mumbai è particolarmente significativa perché colloca la crisi anche nell’Oceano Indiano, cioè nello spazio che collega Europa e Indo-Pacifico. Londra è il simbolo del collegamento euro-atlantico e indo-pacifico: attraverso la missione non ufficiale di Price emerge infatti la rete di attori e interessi che alimenta il conflitto. In termini geopolitici, la trama narra di una crisi che attraversa l’intera architettura di sicurezza globale, non solo di una guerra coreana.

Di fronte a questo cambio di paradigma, le principali potenze europee hanno adottato approcci differenti. In questo contesto, Regno Unito e Francia rappresentano bene le due principali declinazioni europee dell’impegno nell’Indo-Pacifico. In quanto uniche potenze nucleari europee dell’Alleanza dotate di marine militari in grado di operare su scala globale, entrambe considerano la stabilità della regione un interesse strategico diretto. Londra punta sull’integrazione tecnologica con gli Stati Uniti attraverso iniziative come AUKUS e GCAP, mentre Parigi privilegia una maggiore autonomia strategica, coerente con il proprio status di potenza residente nella regione. Pur seguendo approcci differenti, entrambe riconoscono che gli sviluppi dell’Asia-Pacifico hanno implicazioni dirette per la sicurezza europea. La stessa strategia britannica sottolinea come un eventuale conflitto nell’Indo-Pacifico potrebbe produrre conseguenze persino più gravi di quelle generate dalla guerra in Ucraina.

Anche gli sviluppi più recenti nell’Asia nord-orientale sembrano muoversi nella stessa direzione. Giappone e Corea del Sud stanno rafforzando la loro cooperazione nel settore della difesa, sostenuti da una crescente convergenza strategica e dal comune legame con gli Stati Uniti. Durante gli incontri tra i ministri della Difesa dei due Paesi, è stata confermata la volontà di ampliare gli scambi militari, sviluppare la collaborazione in ambiti tecnologici avanzati, come l’intelligenza artificiale e i sistemi senza equipaggio, e intensificare il coordinamento sulla sicurezza regionale. A testimonianza di questo riavvicinamento, le due marine militari hanno condotto il 7 giugno un’esercitazione congiunta di ricerca e salvataggio, la prima dopo circa nove anni, a ovest delle isole Goto. Parallelamente, Tokyo ha ribadito la propria cooperazione con il Regno Unito e l’Italia nel programma GCAP per lo sviluppo di un caccia di nuova generazione, sottolineando la crescente interconnessione tra le questioni di sicurezza dell’Indo-Pacifico e quelle dell’area Euro-Atlantica. Mentre il presidente cinese Xi Jinping ha condotto una visita ufficiale a Pyongyang, la prima dopo sette anni, segnando il rafforzamento dei rapporti tra Cina e Corea del Nord. La visita del leader cinese è servita a ricordare a Kim long Un che non solo Mosca è un fedele alleato. 

Nel loro insieme, questi sviluppi evidenziano come le questioni di sicurezza dell’Indo-Pacifico siano sempre più intrecciate con quelle dell’area euro-atlantica. 

In questo senso, Modern Warfare 4 non è interessante perché prevede una guerra in Corea. È interessante perché dà per scontato che una guerra in Corea non resterebbe confinata alla penisola coreana. Nella sua rappresentazione del conflitto, Europa, Nord America e Indo-Pacifico fanno parte dello stesso spazio strategico. Ed è precisamente questa la visione che, con accenti diversi, sta emergendo nelle strategie di sicurezza delle principali potenze occidentali.

Cristina Uccello

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/