Ue: si riparte dal salvataggio di Cipro

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BELGIO – Bruxelles. Mentre in Italia ci si prepara all’insediamento dei parlamentari alle Camere, 15 marzo; in Europa tutto è pronto per il summit del 14 e 15 marzo  in cui all’ordine del giorno ci saranno Cipro e il rischio di default, i disoccupati in Francia e l’instabilità politica dell’Italia. 

 

A Bruxelles si parlerà di sostenibilità del debito dell’isola e delle perdite imponenti eventualmente per chi ha i soldi investiti a Cipro. Poi si cercherà di fare un quadro politico sull’elezioni in Italia e si conteranno i disoccupati francesi, il numero più elevato degli ultimi 13 anni. 

Cipro ha detto in gennaio che un salvataggio potrebbe portare il suo debito in rapporto al PIL a circa al 140 per cento nel 2014.

«Non abbiamo ancora girato l’angolo, ma siamo sulla buona strada» ha riferito  ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble; a fargli da eco le parole del ministro austriaco per l’economia: «Sarebbe un errore, a questo punto di cambiare rotta».

La rotta dunque è già segnata: continuare con l’impegno della Banca centrale europea di intervenire sui mercati obbligazionari e la prospettiva di una ripresa economica entro la fine dell’anno, con un controllo del debito pubblico europeo entro tre anni.

Ora il nodo della questione è l’Italia, la terza più grande economia, in completa paralisi istituzionale al punto da far scrivere sulle colonne del quotidiano più amato dalle banche, il Corriere della Sera, un appello al presidente della Repubblica, restare a ricoprire il ruolo di presidente, cosa per altro non di pertinenza di Napolitano. 

Nel frattempo Milano perde colpi e lo spread sale e il debito pubblico aumenta senza aver battuto ciglio.

La Francia, la seconda più grande economia d’Europa è in deficit di crescita e quindi occupazione al palo. 

Su Cipro, i leader europei non hanno ancora raggiunto un accordo con il Fondo monetario internazionale e il nuovo governo è preoccupato per la forte presenza russa e per l’arrivo di ingenti somme che potrebbero essere la vera ancora di salvataggio. Per il salvataggio si parla di18 miliardi di euro. Tra le soluzioni paventate per risolvere la questione del debito quella di imporre delle tasse a chi deposita o fa circolare moneta dalle banche di Cipro. 

Se si opta per la salvezza dell’isola si tratterebbe del quinto intervento dal 2009. Il Direttore del FMI Christine Lagarde ha detto che ogni eventuale progetto di Cipro dovrebbe affrontare la sostenibilità del debito, oltre ad offrire al paese un percorso di ritorno ai mercati e alla crescita economica. Si chiederebbe in sostanza lo stesso sacrificio che è stato chiesto al popolo greco. «Siamo tutti consapevoli del fatto che ci sia una situazione complicata a Cipro», ha detto Schaeuble Der Standard.

Diverso il caso Italia. L’Europa auspicava che il Paese fondatore dell’Unione europea uscisse forte dalle elezioni con un mandato a un partito per proseguire la strada intrapresa da Monti ed invece è arrivata la recessione da parte di Fitch:  «La recessione in corso in Italia è uno dei più profondi d’Europa». L’Europa si aspetta che in Italia ora nasca un governo di coalizzino nazionale in grado di portare avanti le riforme promesse. 

Nel frattempo, la preoccupazione sta montando anche in Francia, dove il presidente Francois Hollande è alle prese con un tasso di disoccupazione che è superato il 10 per cento. PSA Peugeot Citroen, Renault SA e Alcatel-Lucent SA stanno tagliando gli stipendi dopo che l’economia è scivolata in recessione l’anno scorso e rischia di farlo di nuovo dopo la contrazione dello 0,3 per cento nell’ultimo trimestre del 2012.

La performance economica sputtering probabilmente far naufragare piano della Francia di ridimensionare il deficit di bilancio al 3 per cento del PIL quest’anno. La Commissione Europea prevede un deficit iper la  Francia del 3,7 per cento e la disoccupazione in salita fino al 10,7 per cento.